sabato 14 marzo 2015

Chi è la donna politicamente più potente ed influente d'Italia?

Chi è la donna politicamente  più potente ed influente d'Italia? Qualche ministra renziana come la Boschi, di bell'aspetto che tiene in mano gli inquietanti progetti di riforme costituzionali ? Qualche figlia di Silvio Berlusconi, tipo Marina,  che controlla un impero finanziario e mediatico per conto del padre? Oppure una rampante manager di confindustria, ad esempio la Marcegaglia, appartenente ad una dinastia d'industriali e con mille agganci nella politica che conta, piuttosto che la Camusso a capo del sindacato più importante del paese?... Nulla di tutto ciò se per politica non s'intende soltanto la lotta per il potere, ma anche e soprattutto la guida ideologica, la propaganda e la comunicazione alle masse. Se con la parola politica vogliamo identificare una sfera ideale onnicomprensiva dei saperi, dei costumi, delle emozioni, della cultura e dei modi di pensare, capace  d'influenzare i comportamenti e le abitudini del popolo, allora questi nomi non rappresentano un bel niente.
Maria De Filippi, infatti, da decenni guida, racconta e plasma la pancia del paese abbrutita ed ipnotizzata davanti al tubo catodico. I suoi programmi televisivi sono una vera e propria pedagogia del potere che non risparmia nessuno, disciplinando milioni e milioni di persone.

“C'è posta per te” è una trasmissione di successo che dura da almeno un decennio e si rivolge per lo più ad un pubblico anziano, proletario e piccolo borghese, di bassa scolarizzazione con una vita sostanzialmente  triste. Gente che il sabato sera non esce in quanto i suoi rapporti sociali sono confinati all'esclusivo ambito parentale e lavorativo. Obbedienti, reclusi e totalmente incatenati nella prigione invisibile delle nostre società. Sui loro divani tombali si commuovono guardando Maria su canale 5 e magari ripercorrono qualche drammatico episodio della loro stessa esistenza attraverso lo spettacolo televisivo. “C'è posta per te” è, infatti,  il racconto di un'Italia dal cuore grande che combatte contro le avversità della vita. Un paese in cui l'amore trionfa sempre sull'odio. Padri e figli si ritrovano, gli sposini tornano insieme, il personaggio famoso piange ed abbraccia un suo fans con un guaio alle spalle, i fratelli e le sorelle fanno pace dopo decenni, i figli vogliono sempre bene ai genitori e viceversa. I protagonisti della storia piangono, si perdonano a vicenda e sono rassicurati sempre da Maria, che gratis gli risolve il dramma della vita davanti alle telecamere di sabato sera. Insomma, un collettivo rito italiano d'esorcizzazione del male, in cui i milioni di telespettatori alla fine si riconoscono nella narrazione nazional popolare di un'italietta fondamentalmente unita e solidale, nonostante tutto, nonostante la crisi, la sorte e le brutture del mondo. Del resto gli ascolti ed il successo del programma negli anni, parlano chiaro.  Agli italiani piace, “C'è posta per te” funziona.

Ma Maria sa benissimo che non bastano i vecchi del sabato sera lacrimoso. I giovani sono il pubblico che consuma, quello ambito dai pubblicitari e dalle grandi aziende, i soggetti che realizzeranno e segneranno domani le vicende del paese. La macchina imponente di madieset li punta per sbranarli come fa un leone con una gazzella nella savana.

“Uomini e Donne” è ormai una presenza fissa nell'immaginario collettivo. Una trasmissione quotidiana  con cui almeno una o due generazioni di giovani sono cresciute. La figura del o della tronista, dei corteggiatori e delle corteggiatrici, situate a mo di sfarzosa  corte medioevale  nello  studio televisivo, diventano un circo in cui si producono miti e modelli di riferimento. Ogni giorno, tutti i maledetti pomeriggi, va di scena l'esibizione dell'arrivismo, l'opportunismo e la miseria umana dei giovani tamarri italici. E' l'esaltazione dell'edonismo berlusconiano tra look, mode, stili, puttane, moralismo e cattiveria. Si susseguono sullo schermo quotidianamente i cambiamenti sociali ed i mutamenti antropologici della società. E' il racconto spettacolarizzato della decadenza italiana.  Vanno in onda nelle case annoiate di pomeriggi mortali fatti di caffè, chat e poca voglia di studiare, le gesta della peggio gioventù. Dalle gradinate si scatenano le ringhiose vecchie pettegole e bigotte che sentenziano e giudicano il triste e patetico spettacolo. Mentre nell'arena giovani tamarre e virili tamarri si scannano per la visibilità e per l'effimero successo,  piangendo, urlando, insultando, mostrando bicipidi, cosce, culi, tette, pettorali e tatuaggi. Talmente potente è il suo effetto sulla massa dei tineger da condizionare  i costumi, le abitudini sessuali, le mode, lanciando marchi d'abbigliamento, creando personaggi che muoiono prima di nascere, penetrando  nell'intimo profondo delle relazioni fra i sessi. E' un manifesto di moralismo feroce che violenta quotidianamente i ragazzi e le ragazze, ma non solo. Può addirittura capitare d'imbattersi sui lungo mare provinciali e desolati in adolescenti e bambini che improvvisano il gioco delle sedie trasformato nella rappresentazione plastica di “Uomini e Donne”. Inoltre nella sua recente versione senior si riconosce il cambiamento sociale imposto dalla commercializzazione de viagra. La consapevolezza che in fin dei conti ci ritroviamo in un paese anziano ripieno di vecchi desiderosi di risentirsi giovani e dunque anche loro potenziali consumatori, nuovi adolescenti dai cinquantanni in su. Tutto a servizio dei pubblicitari spietati ed in ultima istanza di politici e partiti, perchè il peso elettorale dei vecchi è molto più grande e decisivo di quello dei giovani. 

Maria, però, non si ferma nella sua narrazione e nella  propaganda del culto capitalista e mercantile dell'immagine.
Si va oltre con “Amici” che rappresenta il sogno del successo, l'arte trasformata in merce per lauti guadagni, perchè l'unico vero obbiettivo dei partecipanti è arricchirsi, non certo divenire artisti. Una scuola in cui è imposto il riconoscimento dell'autorità, la disciplina, la regola da rispettate, la punizione per i trasgressori, l'esclusione, l'eliminazione, la fine del sogno di successo se si da un errore. Chi canta, chi balla, chi recita diventa innanzitutto concorrente in una spietata competizione contro l'altro. E' l'esaltazione dell'arrivismo, del darwinismo sociale, del merito come unico valore di giudizio e metro di riconoscimento sociale, per nascondere la realtà di un paese di ladri, corrotti e servi disposti a tutto. Ogni cosa è regolata e calibrata in base alle esigenze del mercato, il pubblico assiste passivo e televota . Amici è cattivo ed implacabile, mette gli uni contro gli altri, inganna, istiga, tradisce, delude, fa dispetti, provoca volutamente dispiaceri e dolori. Tutti litigano con tutti, si odiano e si organizzano in bande mentre ogni professore ai suoi protetti da coccolare ed i suoi bersagli da massacrare. Un manifesto neoliberista di viltà che abusa della parola amicizia, per raccontare con le telecamere lo sviluppo dell'odio, dell'inimicizia, dell'invidia fra i concorrenti, sempre avversari e rivali, mai e per nulla amici. Il programma racconta quell'italia sognatrice che aspetta sempre la nascita di una nuova stella capace d'emozionare e dare sollievo ai dolori di una vita di merda imposta dai padroni. E' pura evasione travestita maldestramente di musica e balli, nella narrazione del desiderio di successo, dell'ambizione, della voglia di divenire famosi attraverso una presunto talento da parte di tanti giovani illusi italici..Il talent, appunto, in cui “Amici” di Maria ha fatto d'apripista a tutta una generazione di trasmissioni che spopolano su ogni rete televisiva ed uccidono la stessa essenza dell'arte, ma soprattutto la qualità della musica stessa...

Dunque, senza alcuna ombra di dubbio, Maria De Filippi è la donna politicamente più potente ed influente d' Italia...

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