lunedì 30 marzo 2015

IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI...STORIE D'ORDINARIO RAZZISMO

La Calabria è un posto strano pieno di contraddizioni, angeli e demoni. Zeppo di mistici, madonne, maghi e leggende, dove in tanti partono e qualcuno arriva dal sud del mondo. Ma soprattutto è una terra avvolta da un assordante silenzio degli innocenti. Così in questa bella penisola alla punta dello stivale italico accadono cose spesso terribili che nessuno nota, passano inosservate e presto dimenticate. Il Koa Bosco è una squadra di calcio formata da immigrati africani che lavorano nella raccolta delle arance. Vittime di schiavismo e caporalato, si rompono la schiena senza diritti per un euro a cassetta. A differenza di tantissimi atri,  hanno la fortuna di poter evadere per un giorno alla settimana da quest'inferno, giocando a calcio nel campionato di terza categoria. Molti di quelli che si definiscono ultras, non hanno mai visto il livello brutale di violenza che si può raggiungere in queste partite. Minacce mafiose, risse furibonde di campanile fra paesi, razzismo e sessismo alla massima potenza. Ma ai giovani calciatori Koa Bosco tutto questo non interessa, a loro importa soltanto la gioia d'inseguire quel pallone per un campo di terra battuta, dopo  giorni trascorsi chinati in terra sui mandarini e dormendo nella tendopoli di Rosarno.
Qualche giorno  hanno disputato una partita a Paravati contro la squadra locale. Quest'anonimo incontro di terza categoria dilettanti, si è però trasformato in un incubo. I continui insulti razzisti, le risse e le provocazioni ad un certo punto si sono tramutate in un vero e proprio linciaggio contro i "niguri" rei di non essere morti durante il viaggio fatto in mare fatto per sfuggire da guerre e miseria prima di raggiungere un'europa in cui provare a vivere. “Negri di merda, tornate in africa” gli urlavano mentre cercavano di pestarli. Per gli indigeni locali tutti quei "niguri" che correvano in pantaloncini e calzettoni dovevano essere la prova che l'invasione dei barbari in corso era arrivata persino a Paravati. Qualcosa d'intollerabile, uno scandalo vero e proprio. Dunque è stata quasi naturale la reazione contro l'aggressione dell'isis, di quelli che ci rubano il lavoro da schiavi nelle campagne, degli untori d'ebola e tante altre malattie, di coloro i quali stuprano le nostre donne ed ora  pretendono pure di giocare a calcio contro i nostri bravi ragazzi bianchi e cristiani. Inammissibile. Per cui la difesa del proprio schifoso paesino, della piccola e patetica patria, da questi “niguri” brutti, sporchi e cattivi è diventata inevitabile. Questo devono aver pensato i tifosi della squadra di casa mentre davano la caccia ai giocatori del Koa Bosco.
Storie d'ordinaria ignoranza e di razzismo viscerale alimentato dalla destra fascioleghista che cerca consensi sulla paura e  sul terrore della xenofobia. Succede in Calabria, ma pure nel lombardo veneto, non è una questione geografica. Anzi sì. Lo è quando a tutto questo segue il silenzio assordante delle istituzioni locali e di un'opinione pubblica inesistente. Nussun politico e nessuno prete ha proferito una sola parola dopo i fatti di quello che è stato un vero e proprio pogrom su un campo di calcio.  Nessuna persona “importante”, nessun deputato o senatore calabrese,  assessore, sindaci, consiglieri e governatore di regione,  ha espresso solidarietà al Koa Bosco condannando pubblicamente il razzismo dei tifosi del Paravati. A parte  qualche giornalista,  qualche sincero antirazzista e qualche associazione impegnata sulla questione, nessun' altro si è interessato alla triste vicenda. Forse perchè i migranti non hanno cittadinanza e non possono votare, oppure semplicemente per la mancanza d'interesse rispetto a quello che avviene nel basso della società, nella profonda provincia della periferia della periferia. Magari perchè non c'erano soldi e rendite di potere da spartire, oppure per la lampante verità di una famelica casta  mafiosa al governo della Calabria. Una banda criminale e trasversale che è sempre la stessa ed è soltanto intenzionata a rapinare il denaro pubblico ed a distribuire prebende da elemosinare attraverso le clientele ad una popolazione abbrutita,  sottomessa, affamata ed in gran parte a sua volta già emigrata lontano. Al Koa Bosco è stata data la partita persa a tavolino, ma loro vogliono vincere il campionato ed intendono fare ricorso per chiedere la ripetizione dell'incontro. Anche se ora stanno meditando  seriamente al ritiro, perchè troppi sono i rischi che deve correre una squadra di calcio con un colore della pelle diverso da queste parti.
Resta il fatto che in Calabria è sempre il solito  assordante degli innocenti a regnare....


lunedì 23 marzo 2015

Adrian Miholca 25 anni, morto di sfruttamento e corruzione nei cantieri delle "grandi opere"...

Mose, Mafia Capitale, regioni, la cricca, Expò, Enac,ect..ect... sono solo le inchieste più recenti di un'infinita serie, da tangentopoli ad oggi. Milioni e milioni di soldi pubblici rapinati, eppure non succede nulla, anzi "allaggente" sembra quasi piacere essere sodomizzata a ripetizione dai potenti, mentre è sempre pronta a scateanrsi contro  l'immigrato terrorista ed untore di ebola o varie pestilenze ...Potere dell'ignoranza, razzismo viscerale, fascismo...che schifo...Ma dopo l'ulitma inchiesta sulle ruberie delle grandi inutili opere da parte della solita casta d'imprenditori, politici, burocrati, preti, mafiosi e massoni che ci domina, quanti sono ancora fovorevole al tav ??....Domanda retorica, lo sò...E se ancora non siete convinti dell'elementare risposta, provate a curiosare da vicino nel meccanismo dei consensi elettorali, leggete un pò le cronache giudiziarie ed i retroscena politici, mettete il naso nella clientela, indagate le ragioni che rendono potenti i signori del luogo. Scoprirete che è proprio il sistema ad essere mafioso di natura e le grandi opere, i grandi appalti, i grandi eventi, i tanti soldi, rappresentano la vera torta da spartire. Sono soltanto delle corti di lerci maiali seduti a banchettare sulle nostre teste. Gli esemplari più grossi prendono posto al tavolo, mentre quelli piccoli aspettano di raccogliere le briciole che cadono, gli avanzi. Così funziona il potere e lo stato. Un povero cristo per fare qualsiasi cosa deve combattere contro strozzini banchieri, equitalia, mafiosi, politci e burocrati statali. E' costretto a bussare per mille porte e se qualcuna non si apre ecco che interviene la clientela per oliarla e spalancarla in cambio di sottomissione e consenso. Intanto che i padroni contunuano a derubare milioni indisturbati...
Ma tornando al recente fatto di cronaca, il ministro Lupi non era nemmeno indagato ed è stato costretto a dimettersi, giustamente, per opportunità politiche vista la compromissione palese ed imbarazzante emersa dalle intercettazioni. Ma anche il ministro Poletti dello stesso governo Renzi, responsabile del jobs act e capo delle mafiose cooperative rosse, venne fotografato a cenare con i boss di mafia capitale. Per opportunità avrebbe dovuto dimettersi anche lui, come pure i quattro sottosegretari con avvisi di garanzia tuttora sulla poltrona. La questione del politcamente opportuno potrebbe valere pure per le leggi salvataggio alla banca di famiglia del ministro Boschi...Insomma, "l'opportunità" è un principio buono per tutti e per ogni cosa, in quanto è proprio l'intera casta del potere ad essere inopportuna. Addirittura, De Luca, sindaco sceriffo del pd, è attualmente il candidato democratico al ruolo di governatore della regione campania, nonostante sia stato condannato per abuso d'ufficio. Quindi, due pesi e due misure, a dimostrazione di come il pensiero giustizialista, manettaro e forcaiolo sia davvero debolissimo.. Intendiamoci, per quanto mi riguarda i ricchi padroni che rubano i denari della collettività, immiserendo ed affamando il popolo,  dovrebbero marcire in galera. E' una questione d' odio di classe...Non posso farci niente... Però mi chiedo...se usciranno da quest'inchiesta altri nomi di peso dell'esecutivo, a questo punto dovrebbe cadere il governo e dimettersi proprio lo stesso Renzi, alias "il rottamatore". In quanto sembrerebbero davvero ritornati i tempi di tangentopoli, anzi peggio. Quello che sta emergendo, infatti, è la vera realtà sociale del paese, dove in maniera totalmente interclassista una casta mafiosa di parassiti e sanguisughe rapina  costantemente il denaro pubblico, riducendoci alla fame, distruggendo lo stato sociale, devastando ed avvelenando il territorio, cancellando i diritti, sgomberando i senza casa ed alimentando il dramma dell'emergenza abitativa. Da questo punto i vista le fondamentali questioni europee dell'austerità, del neoliberismo e dei vincoli di bilancio, passano in secondo piano rispetto puzzo di uno degli stati più marci e corrotti al mondo....
 Adrian Miholca era un operaio rumeno di 25 anni che lavorava nei cantieri della salerno reggio sul tratto Laino Borgo , Normanno. Il 3 marzo scorso è morto cadendo da un viadotto per un pezzo di strada improvvisamente crollato, facendo un volo d'ottanta metri in un burrone. Questo tragico evento ha messo in evidenza lo sfruttamento dei lavoratori e la totale assenza di sicurezza che c'è nei cantiere... Anche questa storica grande opera incompiuta veniva gestita da Ercole Incalza, ed il responsabile del macrolotto era proprio l'ingegner Perotti, fraterno amico del ministro Lupi e del figlio. Non è il primo operaio che muore lavorando sulla Salerno-Reggio, ma solo l'ultimo, perchè occorre sapere che ad ogni inutile e devastante, gigantesco, appalto, corrisponde sempre un numero stimato e previsto di morti ammazzati sul lavoro. Dunque, oltre che essere ladri e mafiosi ....sono pure degli sporchi assassini....merde...

venerdì 20 marzo 2015

Corruzione, rivoluzione e feste del papà.

La festa del papà in un paese marcio e corrotto come l'italia assume sempre un significato particolare. D'altra parte non bisogna nemmeno essere ipocriti, quale padre non raccomanderebbe il proprio figliuolo?. Il ministro Lupi non è forse anch'esso un papà premuroso e preoccupato come tanti? Sono pur sempre figli di papà oltre che piazz'e core. Però, al netto dei giudizi moralistici e manettari imposti dalla vicenda, quello che emerge è molto più grande della stessa festa del papà. Da tengentopoli ad oggi, infatti, appare avidente che si è radicata una casta di potere fatta di papà e di figli di papà, di cui i politici sono soltanto l'ultima ruota del carro. Con buona pace di tanti residui bellici novecenteschi ancora convinti del ruolo delle avenguardie e del fatto che basti cambiare moneta e mettere al potere un dittatore per fare la rivoluzione e realizzare il comunismo. Marx si rivolterebbe nella tomba sentendo questi testimoni di geova che urlano "proletariato!" nel silenzio assordante della precarietà, della competizione e dell'individualismo di una classe tutta da ricomporre e da inventare. Il neoliberismo si è imposto nel profondo delle coscienze in maniera brutale e con questo reale bisogna fare i conti. Ma la realtà è spesso molto più cinica e semplice di come con la teoria la s'immagina. Negli anni, dentro i meccanismi dello stato, si è consolidata un'elite di funzionari, banchieri, burocrati, dirigenti, preti, imprenditori, massoni, faccendieri, amministratori, mafiosi e politicanti, che succhia e rapina costantemente denaro pubblico, cioè di tutti, mentre contamporaneamente distrugge il welfare, privatizza, impoverisce il popolo e cancella i diritti. Sono le stesse persone che impongono le inutili grandi opere mafiose e devastanti per il territorio, quelli che varano il piano casa per fare ingrassare i palazzinari e sgomberare i senza tetto. Sono quelli che perseguitano, imprigionano, manganellano e processano le comunità ed i movimenti che si oppongono ai loro piani criminali. La "classe" a questo punto c'entra davvero ben poco. Se pensiamo che ogni anno la corruzione e le ruberie dei pochi potenti portano via all'intera collettività dai 40 ai 60 miliardi di euro. Quante case popolari e quanto reddito si potrebbe distribuire con tali cifre? Come funzionerebbero la sanità ed i trasporti pubblici con decine e decine di miliaridi in più da spendere ogni anno?? Quante scuole, quanti asili e di quanto potrebbero essere abbassate le tasse a tutti? Il problema è la distribuzione della ricchezza e del potere che in Italia non è concentrata in una classe ma dentro una casta, composta da poche migliaia di persone, al netto di milioni ridotte in miseria. Basta avvicinarsi un pò all'escremento fetido della politica di palazzo per rimanere sconvolti dal puzzo irresistibile di merda, per comprendere quanto sia marcio alla radice tutto l'intero sistema. Come si prendono i voti nelle elezioni regionali e nelle primarie? Come si prende il potere dentro un partito? Bande e clan che lucrano sul denaro pubblico, in lotta feroce fra loro, distribuiscono prebende, creano clientele, ricatti, promesse e fanno pesare i loro pacchetti di consensi elettorale. Ma ci si potrebbe chiedere pure come e chi decide gli organigramma dentro gli ospedali. Chi sceglie quali aziende dovono poter lavorare e quali invece no...La risposta a questa domanda è sempre la stessa: corrotti e corruttori. Come sosteneva Vito Corleone nel mitico "padrino", quando il papà boss svelava al figlio Maicol che il vero obbiettivo di ogni padre di "famiglia" mafiosa è solo quello di far diventare i propri figli "pezzi da novanta", intoccabili, cioè politici. Un pò come ad esempio fece il nonno prima e poi il padre del presidente degli Stati Uniti assassinato John Fitzgerald Kennedy. Anche quella era "famiglia", potere, dinanstia, ergo mafia...Perchè senza rivoluzione la politica può solo essere mafia, corruzione, quindi sempre una continua festa dei papà e dei figli di papà...

giovedì 19 marzo 2015

In calabria gli unici che si ribellano contro il capitalismo della 'ndrangheta sono i migranti...

A crotone qualche giorno fa centinaia di migranti hanno bloccato la statale per ore, chiedendo il rispetto dei minimi diritti di dignità umana. A Vibo è accaduta la stessa cosa. In tutti i centri della regione controllati e gestiti dalla 'ndrangheta e dalle lobby politiche attraverso la mafia delle cooperative, la situazione sta diventando insostenibile. E' un sistema marcio e disumano che specula sui più deboli per arricchire i soliti sciacalli, fomentando la guerra tra poveri ed il razzismo. Migliaia di persone imprigionate per mesi e per anni in dei veri e propri lagher sovraffollati, senza aver commesso alcun reato se non quello d'esistere, d'essere nati nel lato povero del mondo e di non essere morti  in mare durante la fuga dalla fame e dalla guerra. Tanta gente reclusa che non sa nulla della propria sorte,  costretta a convivere in pessime condizione con odi etnici e religiosi fra diversi gruppi d'immigrati, deve anche fare i conti con la follia e la diperazione di chi crede di trovare il paradiso ed incappa invece in un nuovo inferno. Tutto questo rappresenta un vero dramma umanitario ed una bomba sociale pronta ad esplodere, giustamente.  Un disastro causato soprattutto dalle  leggi firmate in passato dal governo Berlusconi-Lega. La Bossi-Fini, a tal proposito, è ancora in vigore mentre la convenzione di Dublino, che obbliga i rifugiati richiedenti asilo a restare in Italia contro la loro stessa volontà, all'epoca venne sottoscritta proprio da quei governi che avevano il leghista Maroni agli interni. D'altra parte fuori dalle galere dei cie, ci sono le tendopoli di rosarno e corigliano, il caporalato schiavista della campagne del sud in sicilia, campania e puglia,  che li attende con la fusta in mano.

A Vibo come a Crotone gli immigrati hanno quindi rivendicato i minimi diritti umani a poter uscire dal centro. A ricevere il poket money di due euro e cinquanta centesimi  al giorno che gli spetterebbe per legge ma misteriosamente non gli viene concesso. A veder riconosciuto il proprio status di rifugiati politici in tempi certi, brevi e non infiniti. Ad un pasto decente ed anche all'accesso ad internet....Perchè, a  differenza di tanti italioti,  conoscono benissimo il significato autentico della parola dignità. In un paese corrotto e mafioso fino al midollo, la tipica sequela di qualunquismo fascistoide "tanto paghiamo noi, ci fottono casa e lavoro, paga l'europa...e noi italiani moriamo di fame....sono terroristi, portano malattie e bla ,bla, bla... ",  oltre ad essere solo una becera idiozia  d'ignoranza, perde davvero di ogni presunto significato. Piuttosto bisognerebbe chiedersi chi paga i rolex del ministro Lupi, la famiglia Gentile, le grandi opere mafiose,  le tangenti e le ruberie milionarie di denaro pubblico (cioè di tutti) da parte dei potenti, il lusso sfrenato e gli stipendi stratosferici, per Il triste e patetico spettacolo del "magna magna" italico a cui ormai siamo assuefatti...Altrimenti sarebbe legittimo domandarsi se per tanti itaGliani la questione dei soldi non sia soltanto una schifosa scusa necessaria per nascondere il vero ed unico problema che li  turba così tanto e li terrorizza, ovvero il diverso colore della pelle...Razzisti, schifosi ed ignoranti...

L'egemonia culturale della destra italiana che va trasversalmente dal fascioleghismo al renzismo, rende succube la sinistra incapace di strutturare una critica forte al sistema di sfruttamento ed oppressione che la fortezza europa esercita sui  migranti. Questi vengono utilizzati come manodopera da schiavizzare per abbassare ulteriormente la soglia dei salari e dei diritti fra i lavoratori, diventando carburante di consensi per i nazionaismi ed i padroni. Il multiculturalismo borghese e cieco del " volemose bene madama la marchesa,",   non coglie le differenze fra i subalterni ed i conflitti feroci di un mondo incendiato dalla guerra e dalla miseria. Rischia così di divenire un' arma a doppio taglio utile per il razzismo ed il fascismo che si respira nell'aria. Per questo è necessario assumere una nuova forma d'antirazzismo radicale come pratica capace di fare esplodere la contraddizioni di un sistema che tende a schivizzare gli esseri umani facendo leva sull'assurdo concetto di razza. Per fortuna  i migranti lo sanno molto bene da sempre, mettendo in campo di continuo lotte autonome di classe senza alcuna mediazione politica, in quanto privi di ogni forma rappresentativa. Nel silenzio dell'indifferenza quotidiana non si contano più le rivolte nei cie e nelle campagne, ma anche contro e cooperative nel settore della logistica. Conflitti che nel tempo diventeranno sempre più forti. In Calabria poi, gli immigrati sono gli unici che hanno il coraggio di scontrarsi con il capitalismo mafioso della 'ndrangheta. Dall'attuale protesta contro la cooperativa della "misericordia" che gestisce i cie, alla rivolta di Rosarno. A differenza nostra, loro non hanno paura di combattere contro i padroni del luogo, proprio perchè nella lotta ben poco hanno da perdere e molto da guadagnare.





martedì 17 marzo 2015

siamo tutti gender...peccato che i poveri possano esserlo di meno


A me di Dolce a Gabbana non me ne frega un cazzo, anzi i loro vestiti mi hanno sempre fatto cacare...Però è da un pò di tempo che fascisti, omofobi, clerici, sentinelle in piedi e bigotti, insomma tutta la becera destra italiana, spaccia l'ennesima minaccia terribile ed imminente di questa presunta ideologia "gender", pronta a portare disgrazie e sciagure nella nostra bella italietta mafiosa e corrotta. Un pò com'è stato per l'ebola, qualche mese fa, quando sembrava che avevamo i giorni contati per la catastrofe di un'epidemia di peste bubbonica e lancinante alle porte. Solo che la storia "della pericolosa ideologia gender" torna in maniera ricorrente ogni qual volta un gay parla di figli. Partendo dal presupposto che fra gli omessessuali ci saranno pure i peggiori moralisti, come nel caso di D e G e vari altri...La teoria "gender" è solo la rivendicazione legittima dei diritti civili da parte degli omosessuali, compresa la genitorialità. L'Italia da questo punto di vista è un paese medioevale in cui gli obbiettori di coscienza rendono l'aborto un calvario, dove non ci sono leggi sulle coppie di fatto, nulla su fine vita e soprattutto la fecondazione assistita per chi non può avere figli è un macello. Tante coppie sono costrette ad emigrare in svizzera o in altri paesi spendendo un sacco di soldi, altre devono lottare con medici, sentenze e tribunali ogni volta. Ma la domanda è: se alla fecondazione in laboratorio possono ricorrere le coppie etero, perchè non possono farlo pure quelle omosessuali???....L'utero in affitto esiste e se una donna consenziente decide di mettere a disposizione il proprio in cambio di denaro, non c'è davvero nulla di male, è sicuramente meglio e più dignitoso che lavorare gratis e sfruttata per l'expò o per un padrone qualsiasi. Lo stesso discorso vale pure per le adozioni anch'esse osteggiate ed impedite ai singol, figurarsi a gay e lesbiche. Il concetto di fondo, omofobo, è quello che le coppie omosessuali in italia non possano avere figli, perchè il dominio, l'ordine naturale delle cose, esige sempre una mamma con le minne che cucina, lava e stira, ed un padre con la barba che lavora e paga debiti e tasse. E' il dogma inviolabile della famiglia naturale. Questo è il presepio e guai a toccare il presepio e pure il crocifisso...guai.....Addirittura si arriva al paradosso di noti fascisti che accusano di fascismo chi non tollera la libertà d'espressione scambiata come una sorta di presunto "diritto" all'omofobia ed all'insulto verso gay e lesbiche. Peggio ancora, c'è anche chi fa strani ed acrobatici collegamenti tra la questa “pericolosa ideologia gender” ed il neoliberismo che trasforma tutto in merce, peccato che sono gli stessi paladini e sostenitori dello schiavismo del jobs act renziano e dello smantellamento del welfare. Tutti sappiamo in cuor nostro che l'unico modo per crescere bene i figli è quello d'amarli, per cui è meglio avere due papà o due mamme che ti vogliono bene, piuttosto che un padre ed una madre stronzi....Per carità, la fecondazione in laboratorio va regolamentata perchè il rischio che diventi eugenetica c'è, ma questa è una faccenda troppo delicata e complessa d'affrontare in questo post.. Il movimento femminista degli anni settanta ha lasciato un grande patrimonio culturale e tanti insegnamenti soprattutto per gli uomini eterosessuali come me. Ad esempio il principio secondo il quale ognuno è libero di poter disporre del proprio corpo come meglio crede. Ma anche il concetto che il sesso non esiste, in quanto è il genere che ci caratterizza sessualmente...Questo è provato in natura, perchè i gay, le lesbiche ed anche la gente bisessuale è sempre esistita in ogni epoca, soprattutto fra i preti. I gusti sessuali possono cambiare. Infatti i generi non sono due come in tanti pensano ( maschile e femminile) ma tre perchè, se vi turba fatevene una ragione, esistono pure i (trans) che non sono ne femmine e ne maschi, ma appunto trans-gender...La morale cattolica della famiglia naturale patriarcale che riproduce forza lavoro ed esercita controllo sociale, non può certo concepire questo principio...Ma questa è la realtà dei fatti e spesso sono proprio i bravi padri di famiglia ad essere i clienti dei trans che liberamente decidono di prostituirsi per professione. In un paese laico secondo costituzione, ciò non dovrebbe costituire un problema, eppure eccoci qua.....Io che sono marxista tendo a leggere le cose sempre attraverso una dinamica di classe anche quando questa è difficile da individuare. Nel momento in cui si parla di diritti dei lavoratori autonomi e delle partite iva, si dovrebbe anche tenere in considerazione l'esistenza dei transgender i quali sono persone che investono sul proprio corpo assumendosi il rischio d'impresa con l'operazione del cambio di sesso. Se si facesse davvero un'inchiesta militante fra le working sex si scoprirebbe che anche loro rivendicano diritti e vogliono essere riconosciuti/e come lavoratori e lavoratrici, in un settore dove lo sfruttamento e lo schiavismo raggiunge il culmine. Con questo non voglio sostenere la tesi della riapertura della case chiusa, assolutamente, ma soltanto l'estensione dei diritti a chi non ha veramente nessuna tutela...Proprio in virtù di questo bisognerebbe fare in modo che anche i precari, i disoccupati ed i poveri che desiderano cambiare sesso possano poterlo fare. Che anche le coppie gay e lesbiche non ricche, che desiderano la genitorialità possano avere dei figli. Si dovrebbe, quindi, condurre una battaglia per far ricadere le spese totalmente sulla sanità pubblica, perchè anche questi sono diritti che uno stato laico dovrebbe garantire a tutti e tutte....E comunque i vestiti di Dolce e Gabbana, almeno personalmente, mi  fanno schifo e li boicotto da sempre...tamarreide.



sabato 14 marzo 2015

Chi è la donna politicamente più potente ed influente d'Italia?

Chi è la donna politicamente  più potente ed influente d'Italia? Qualche ministra renziana come la Boschi, di bell'aspetto che tiene in mano gli inquietanti progetti di riforme costituzionali ? Qualche figlia di Silvio Berlusconi, tipo Marina,  che controlla un impero finanziario e mediatico per conto del padre? Oppure una rampante manager di confindustria, ad esempio la Marcegaglia, appartenente ad una dinastia d'industriali e con mille agganci nella politica che conta, piuttosto che la Camusso a capo del sindacato più importante del paese?... Nulla di tutto ciò se per politica non s'intende soltanto la lotta per il potere, ma anche e soprattutto la guida ideologica, la propaganda e la comunicazione alle masse. Se con la parola politica vogliamo identificare una sfera ideale onnicomprensiva dei saperi, dei costumi, delle emozioni, della cultura e dei modi di pensare, capace  d'influenzare i comportamenti e le abitudini del popolo, allora questi nomi non rappresentano un bel niente.
Maria De Filippi, infatti, da decenni guida, racconta e plasma la pancia del paese abbrutita ed ipnotizzata davanti al tubo catodico. I suoi programmi televisivi sono una vera e propria pedagogia del potere che non risparmia nessuno, disciplinando milioni e milioni di persone.

“C'è posta per te” è una trasmissione di successo che dura da almeno un decennio e si rivolge per lo più ad un pubblico anziano, proletario e piccolo borghese, di bassa scolarizzazione con una vita sostanzialmente  triste. Gente che il sabato sera non esce in quanto i suoi rapporti sociali sono confinati all'esclusivo ambito parentale e lavorativo. Obbedienti, reclusi e totalmente incatenati nella prigione invisibile delle nostre società. Sui loro divani tombali si commuovono guardando Maria su canale 5 e magari ripercorrono qualche drammatico episodio della loro stessa esistenza attraverso lo spettacolo televisivo. “C'è posta per te” è, infatti,  il racconto di un'Italia dal cuore grande che combatte contro le avversità della vita. Un paese in cui l'amore trionfa sempre sull'odio. Padri e figli si ritrovano, gli sposini tornano insieme, il personaggio famoso piange ed abbraccia un suo fans con un guaio alle spalle, i fratelli e le sorelle fanno pace dopo decenni, i figli vogliono sempre bene ai genitori e viceversa. I protagonisti della storia piangono, si perdonano a vicenda e sono rassicurati sempre da Maria, che gratis gli risolve il dramma della vita davanti alle telecamere di sabato sera. Insomma, un collettivo rito italiano d'esorcizzazione del male, in cui i milioni di telespettatori alla fine si riconoscono nella narrazione nazional popolare di un'italietta fondamentalmente unita e solidale, nonostante tutto, nonostante la crisi, la sorte e le brutture del mondo. Del resto gli ascolti ed il successo del programma negli anni, parlano chiaro.  Agli italiani piace, “C'è posta per te” funziona.

Ma Maria sa benissimo che non bastano i vecchi del sabato sera lacrimoso. I giovani sono il pubblico che consuma, quello ambito dai pubblicitari e dalle grandi aziende, i soggetti che realizzeranno e segneranno domani le vicende del paese. La macchina imponente di madieset li punta per sbranarli come fa un leone con una gazzella nella savana.

“Uomini e Donne” è ormai una presenza fissa nell'immaginario collettivo. Una trasmissione quotidiana  con cui almeno una o due generazioni di giovani sono cresciute. La figura del o della tronista, dei corteggiatori e delle corteggiatrici, situate a mo di sfarzosa  corte medioevale  nello  studio televisivo, diventano un circo in cui si producono miti e modelli di riferimento. Ogni giorno, tutti i maledetti pomeriggi, va di scena l'esibizione dell'arrivismo, l'opportunismo e la miseria umana dei giovani tamarri italici. E' l'esaltazione dell'edonismo berlusconiano tra look, mode, stili, puttane, moralismo e cattiveria. Si susseguono sullo schermo quotidianamente i cambiamenti sociali ed i mutamenti antropologici della società. E' il racconto spettacolarizzato della decadenza italiana.  Vanno in onda nelle case annoiate di pomeriggi mortali fatti di caffè, chat e poca voglia di studiare, le gesta della peggio gioventù. Dalle gradinate si scatenano le ringhiose vecchie pettegole e bigotte che sentenziano e giudicano il triste e patetico spettacolo. Mentre nell'arena giovani tamarre e virili tamarri si scannano per la visibilità e per l'effimero successo,  piangendo, urlando, insultando, mostrando bicipidi, cosce, culi, tette, pettorali e tatuaggi. Talmente potente è il suo effetto sulla massa dei tineger da condizionare  i costumi, le abitudini sessuali, le mode, lanciando marchi d'abbigliamento, creando personaggi che muoiono prima di nascere, penetrando  nell'intimo profondo delle relazioni fra i sessi. E' un manifesto di moralismo feroce che violenta quotidianamente i ragazzi e le ragazze, ma non solo. Può addirittura capitare d'imbattersi sui lungo mare provinciali e desolati in adolescenti e bambini che improvvisano il gioco delle sedie trasformato nella rappresentazione plastica di “Uomini e Donne”. Inoltre nella sua recente versione senior si riconosce il cambiamento sociale imposto dalla commercializzazione de viagra. La consapevolezza che in fin dei conti ci ritroviamo in un paese anziano ripieno di vecchi desiderosi di risentirsi giovani e dunque anche loro potenziali consumatori, nuovi adolescenti dai cinquantanni in su. Tutto a servizio dei pubblicitari spietati ed in ultima istanza di politici e partiti, perchè il peso elettorale dei vecchi è molto più grande e decisivo di quello dei giovani. 

Maria, però, non si ferma nella sua narrazione e nella  propaganda del culto capitalista e mercantile dell'immagine.
Si va oltre con “Amici” che rappresenta il sogno del successo, l'arte trasformata in merce per lauti guadagni, perchè l'unico vero obbiettivo dei partecipanti è arricchirsi, non certo divenire artisti. Una scuola in cui è imposto il riconoscimento dell'autorità, la disciplina, la regola da rispettate, la punizione per i trasgressori, l'esclusione, l'eliminazione, la fine del sogno di successo se si da un errore. Chi canta, chi balla, chi recita diventa innanzitutto concorrente in una spietata competizione contro l'altro. E' l'esaltazione dell'arrivismo, del darwinismo sociale, del merito come unico valore di giudizio e metro di riconoscimento sociale, per nascondere la realtà di un paese di ladri, corrotti e servi disposti a tutto. Ogni cosa è regolata e calibrata in base alle esigenze del mercato, il pubblico assiste passivo e televota . Amici è cattivo ed implacabile, mette gli uni contro gli altri, inganna, istiga, tradisce, delude, fa dispetti, provoca volutamente dispiaceri e dolori. Tutti litigano con tutti, si odiano e si organizzano in bande mentre ogni professore ai suoi protetti da coccolare ed i suoi bersagli da massacrare. Un manifesto neoliberista di viltà che abusa della parola amicizia, per raccontare con le telecamere lo sviluppo dell'odio, dell'inimicizia, dell'invidia fra i concorrenti, sempre avversari e rivali, mai e per nulla amici. Il programma racconta quell'italia sognatrice che aspetta sempre la nascita di una nuova stella capace d'emozionare e dare sollievo ai dolori di una vita di merda imposta dai padroni. E' pura evasione travestita maldestramente di musica e balli, nella narrazione del desiderio di successo, dell'ambizione, della voglia di divenire famosi attraverso una presunto talento da parte di tanti giovani illusi italici..Il talent, appunto, in cui “Amici” di Maria ha fatto d'apripista a tutta una generazione di trasmissioni che spopolano su ogni rete televisiva ed uccidono la stessa essenza dell'arte, ma soprattutto la qualità della musica stessa...

Dunque, senza alcuna ombra di dubbio, Maria De Filippi è la donna politicamente più potente ed influente d' Italia...

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mercoledì 4 marzo 2015

il paradosso di una vittoria

Il comportamento dei media e dei giornaloni dopo la manifestazione fallita della lega nord e quella riuscitissima dei centri sociali di sabato scorso, è davvero inquietante...Io credo che l'opinione pubblica sia sempre importantissima. Non sono uno di quelli che confonde l'antagonismo con l'auto emarginazione e la ghettizzazione...Per chi fa politica, o s'interessa ad essa, testare  e cercare d'influire sugli umori ed i sentimenti del paese e della comunità in cui si vive, è fondamentale...Se si è antagonisti, anarchici, comunisti o d'estrema sinistra, questo concetto vale ancora di più in quanto ci si pone il cambiamento radicale dell'esistente come fine principale della propria visione di un mondo....Una volta c'erano soltanto i racconti orali, qualche radio, qualche giornale, qualche rivista ed un'unica emittente televisiva...Ora dobbiamo fare i conti con smart fon, computer, tantissimi canali e programmi visti da milioni di persone, la rete, i socialnetwork ed altrettante testate giornalistiche...E' un dato di fatto ineludibile, questo è il presente e sarà il futuro, per antagonisti o riformisti, di sinistra o di destra, conservatori o progressisti, laici e religiosi....Del resto da che mondo e mondo in qualsiasi epoca storica la politica è sempre stata essenzialmente una questione rapporti di forza e di comunicazione....Dunque non sono per nulla avvezzo alle idiozie ideologiche o al purismo primitivista...Ci sono persone che nella vita fanno una scelta radicale, dignitosissima e rispettabilissima, come quella dell'eremitaggio e dell'isolamento in una comune. Se si sostiene le loro apprezzabilissime tesi bisogna però avere la coerenza di seguirne l'esempio, oppure il buon senso di non rompere i coglioni agli atri...Pur rispettando molto questi modi di vivere, non sono i miei e dunque con l'opinione pubblica volente o nolente devo averci a che fare....C'è pure chi sostiene stupidamente che questa sia soltanto una questione borghese di cui la classe degli sfruttati ne è essenzialmente vittima. A mio modo di vedere la considero una tesi davvero raccapricciante perchè residuo bellico degli anni settanta, incapace di cogliere la trasformazione culturale e tecnologica imposta dal capitalismo nella vita di tutti, soprattutto in quella dei poveri..Il migrante che attraversa prima l'africa e poi il mediterraneo per raggiungere l'europa spendendo i risparmi di una vita e rischiando di morire in mare oppure di diventare schiavo del caporalato o di qualche boss, lo fa soltanto perchè insegue il sogno e la speranza di un avvenire migliore indotto dai bagliori luccicanti del benessere capitalista...Del resto se pensiamo alla fame, alla guerra ed alla miseria di quel continente, come possiamo dargli torto??...Un sottoproletario di un quartiere popolare cerca d'emulare modelli venduti e svenduti dallo stesso magnete d'attrazione...In tutto questo i media, le mode, le percezioni ed i sentimenti diffusi agiscono direttamente sulle soggettività in maniera profonda. Piuttosto bisognerebbe chiedersi ed interrogarsi su che cosa oggi sia davvero l'opinione pubblica, prima di liquidarla da buoni ed utili idioti ideologici del sistema ...Sarebbe una domanda non certo di facile risposta, in quanto ci si dovrebbe porre il problema di come incidere per cercare d'aprire uno spazio di conflitto nella prospettiva dell'egemonia su almeno parte del discorso pubblico.... Invece d'eludere la questione con patetico e sprezzante fanatismo rancoroso e francamente pure una buona dose d' infantilismo politico...Sui fatti di Roma i media hanno rimosso il successo del corteo antifascista del 28 e di tutta la campagna dei giorni precedenti #maiconsalvini, per esaltare il fallimento fascioleghista narrandolo come una vittoria e mettendo in evidenza la compagine fascista i casapound sovradimensionandola ed amplificandola a dismisura... Un totale rovesciamento della realtà, quasi a voler dire che su preferisce molto di più lo socntro con la polizia ed una una vetrina spaccata da mettere in prima pagina, piuttosto che 35000 antirazzisti in un corteo totalmente nato e convocato dal basso...Probabilmente in generale per paura, repulsione  ed odio verso l'antagonismo di sinistra che si contrappone davvero al potere ed al governo. Ma anche in chiave renziana per preservare l'equilibrio politico dando risalto allo spauracchio di Salvini e del fascismo in modo da compattare attorno al partito nazione pd. La destra berlusconiana, dal canto suo, celebra il fascioleghismo per ovvia vicinanza ideologica, se pur controvoglia a causa di una chiara competizione all'interno dello schieramento...E perchè allora, pur avendo dato una grande prova di forza in quanto senza i soldi ed i media di cui la controparte ha potuto godere stando, tra l'altro, tutti i giorni in tv; i movimenti sono totalmente assenti dal dibattito pubblico???...C'è da chiederselo, in quanto questo ruolo di sostegno delle ragioni antagoniste non può certo essere delegato ai ridicoli sinistri, ipocriti, poltronari di sel, radical e syriza italici vari oppure a qualche sindacalista vetusto...Il problema, prima o poi,  bisognerà affrontarlo per non cadere sempre nella stessa ricorrente trappola del circuito infernale che all'antagonista, teppista, bleck block, vandalo e delinquente, risponde con un unanime coro a reti unificate che invoca il mantra della repressione dei movimenti e della solidarietà alle forze dell'ordine...Come il post 15 ottobre ha dimostrato...Con questo non sto facendo affatto un discorso ipocritamente pacifista, il conflitto è necessario oltre che dovuto, ma va calibrato, utilizzandolo sapientemente e giocandolo in maniera intelligente...Anche perchè purtroppo non c'è la presa del potere imminente alle porte o l'insurrezione popolare in strada per il comunismo. E' una questione delicata che non ammette leggerezze in quanto ne va pur sempre dei corpi, della vita, della libertà nostra e di compagni e compagne, dunque di quello che più di ogni altra cosa ci sta a cuore....Ed allora cosa fare e come porsi, per far saltare il banco all'orwelliano quarto potere che vuole il nostro sangue per strada per poi celebrarci il processo prima in uno salotto televisivo e poi in un tribunale sbattendoci in galera e reprimendo le lotte??? Come palesare sempre di più la nostra totale alterità, l'antagonismo e l'incompatibilità al neoliberismo barbaro, al capitalismo ed a tutta la sua rappresentanza politica, senza rischiare d'essere utilizzati come carne da macello per le speculazioni politiche di qualche losco sinistro??
A mio modesto avviso; ma che sia ben chiaro, non sono nessuno, se non uno dei tanti che esprime la propria opinione sul suo blogghettino; una possibilità ci sarebbe...Ovvero infiltrarci dentro i gangheri del nemico, camuffandoci in maniera tattica per poi difendere, sostenere ed attaccare con la propaganda dei movimenti, tenendo sempre un profilo del tutto ostile con ogni compagine politico rappresentativa...Non so se sia facile oppure del tutto impossibile, ma avere degli opinionisti televisivi che sostengono le nostre ragioni senza secondi fini elettoralistici,  potrebbe tornarci molto utile...D'altra parte i fasci lo fanno da una vita...E lo hanno fatto pure gli indignados in Spagna, in cui l'attuale leader di Podemos era un intellettuale da salotto tv...Indipendentemente dalle aree politiche di riferimento dentro i movimenti vi sono infinite intelligenze, intellettuali, studenti, scrittori, sociologi e docenti in grado d'assolvere il compito...Come mettere a frutto la nostra vera potenza seguendo l'insegnamento gramsciano?....Questa forse non sarebbe affatto una cattiva idea....Oppure potrebbe essere una cazzata?...Non sò...