Tu pensa che ogni popolo in lotta per la propria libertà avrà prima o poi un suo 25 aprile. Il 25 di gennaio del 2015 i combattenti e le combattenti curde delle ypj e ypg, organizzazioni sorelle del partito dei lavoratori curdi, il pkk, hanno liberato la città siriana di Kobane dopo 134 giorni d'assedio da parte della bande dello Stato Islamico ISIS...Questo è il loro 25 aprile. Le strade di ogni città del kurdistan si sono riempite di gente per festeggiare la vittoria sui tagliagole. Non è semplicemente retorica. Anche se sembrano lontani, la loro vittoria assume dei significati profondi per tutti noi. Tu pensa che le donne curde pur di non farsi sottomettere dai miliziani del califfato sono pronte al martirio, combattono come e più degli uomini con il fucile in spalla ed un proiettile conservato nella tasca della mimetica, nel caso in cui venissero catturare dal nemico. Tu pensa che difendono i valori della democrazia, della laicità e della libertà, non quelli occidentali malati d'ipocrisia, ma quelli socialisti della Rojava, delle loro zone autonome liberate in cui sperimentano ogni giorno la condivisione ed il riconoscimento reciproco, la convivenza pacifica fra diverse etnie ed il comunismo. Tu pensa che vogliono legittimamente l'indipendenza e l'autonomia del kurdistan, vogliono continuare a parlare la loro lingua, vogliono porre fine alle persecuzioni di cui sono vittime in tanti paesi per essere finalmente liberi di sentirsi curdi. Tu pensa che da popolo fiero, sempre oppresso ma mai sottomesso, combattono per la loro libertà ed auto determinazione difendendo il mondo intero dalla barbarie del fondamentalismo islamico, ma non solo. Combattono contro tutto e tutti. Tu pensa che il loro vero nemico è in realtà il resto degli stati che non vuole riconoscerli. Combattono contro l'esercito siriano bahatista di Assad che gli fa la guerra da sempre. Come combattevano contro Saddam Hussein quando li sterminò gasandoli nel nord dell'Iraq. Combattono contro la Turchia di Herdogan, principale alleata dello Stato Islamico, che li perseguita ferocemente. Solo qualche mese fa l'esercito turco ha represso le manifestazioni di solidarietà curde nelle maggiori città del paese per i combattenti di Kobane, sparando sulla folla e facendo 35 morti. Tu pensa, combattono anche contro l'Europa che se ne serve pavidamente per fargli fare la guerra al posto suo, ma li considera pericolosi terroristi quando li scova dentro i confini della fortezza. L'unione europea ha addirittura da poco creato un gruppo speciale attraverso l'interpol per eliminare il pkk ed il movimento di liberazione curdo, incrementando la collaborazione con i servizi segreti turchi. Tu pensa che questo è il vigliacco ringraziamento europeo per la loro lotta eroica contro lo Stato Islamico. Combattono pure contro gli Stati Uniti e le strategie geopolitiche imperialiste in medio oriente che favoriscono gli integralismi islamici per reprimere ogni ipotesi di socialismo ed emancipazione di quei popoli, anche a costo di creare mostri incontrollabili coma al-quaida ed isis. Combattono contro l'Iran degli ayatollà e contro i sauditi del petroldollari che non tollerano il loro presenza in quella zona ricca di risorse ed il loro laicismo. Combattono contro la nostra indifferenze e la nostra ignoranza che ci rende rassegnati ed arresi all'idea di un mondo che non può essere trasformato. Mentre con il loro sacrificio ci dimostrano che la storia la possono e la devono scrivere soltanto i popoli in rivolta. Combattono per tutti ma allo stesso tempo contro tutto. Tu pensa che il loro leader, comandante Apo, Ochalan, è attualmente recluso da diciassette anni nell'isola prigione turca di massima sicurezza di Imrali. Quando nel 1998 fuggì in Europa per chiedere asilo politico, giunse in Italia ma l'allora governo D'Alema, dopo grosse pressioni internazionali, lo riconsegno ai Turchi. Tu pensa che i curdi combattono contro gli stessi nostri nemici e per questo sono degli eroi.
So bene che è fin troppo facile entusiasmarsi per le vittorie di altri popoli coraggiosi a migliaia di chilometri di distanza, ma questa resistenza vittoriosa rappresenta quella di ogni popolo oppresso per il mondo. Racconta di ogni lotta contro lo sfruttamento e la prepotenza padronale, contro l'austerità che ci sta affamando e contro il razzismo ed il fascismo di cui si serve il potere per innescare la guerra fra poveri. Parla della lotta per il socialismo e l'emancipazione contro l'oscurantismo e l'atrocità del fanatismo religioso, ma anche contro la prepotenza e lo sfruttamento del capitalismo imperialista. Se di nuovi miti abbiamo bisogno i combattenti e le combattenti curde ci offrono il loro coraggio e la loro dignità come esempio. La loro Rojava come modello. La loro eroica resistenza partigiana come epica. Tu pensa, se pur abbandonati dall'occidente che si è limitato a fare soltanto dei raid aeri di facciata, nonostante fossero isolati dal governo turco che non permetteva l'apertura di un corridoio umanitario in modo da non fargli arrivare gli aiuti necessari ed impedendo ai curdi-turchi di raggiungere il fronte, hanno continuato ugualmente a combattere resistendo al lungo assedio e difendendo la città con ogni mezzo. Uomini e donne che con le scarpe da ginnastica ai piedi, equipaggiati in modo arrangiato ed armati alla bene meglio, hanno sconfitto un esercito più forte, ricco e potente di loro. Soltanto grazie al coraggio, alla determinazione, alla convinzione, al loro desiderio di giustizia e di libertà sono riusciti a vincere. Tu pensa, proprio come i partigiani sulle montagne contro i nazifascisti, esattamente come loro. I media occidentali li ignorano sempre, perchè comunisti e laici. Ne parlano soltanto quando sono costretti dai fatti, ma se possono ne fanno volentieri a meno, in quanto la questione curda è fin troppo scomoda per il potere.... Tu pensa che a Kobane è stata scritta una pagina di storia in cui il popolo curdo ha dato una lezione di civiltà a tutto il resto del mondo, fermando l'avanzata della barbarie islamista..Tu pensa che questo è il loro 25 aprile, bello e potente come solo un giorno di liberazione può essere. Si sparerà al cielo per la felicità, si riempiranno i calici, in tanti faranno finalmente l'amore dopo aver fatto la guerra, s'improvviseranno balli e nasceranno spontanei girotondi danzanti, mentre sventolerà la loro bandiera dall'alto dalle collina che domina sulla città..Sempre a fianco della Rojava!...Ochalan libero!...Viva Kobane libera! Viva il kurdistan e la sua lotta per la libertà!...ma tu pensa.....

