Detesto quelli che danno la colpa di tutte le nefandezze del mondo ai cellulari ed alla tecnologia. Ma che gli passa per la testa, ogni volta che li ascolto mi viene voglia di spaccargli un tablet sul cranio. Quelli che, era sempre meglio una volta, lo dicono soltanto perchè quella volta non c'erano, altrimenti resterebbero in silenzio, almeno per una volta. Che poi una volta quando?...Quando un operaio o un minatore viveva in media 35 anni prima di crepare per la fatica ed il veleno del suo disumano lavoro? Oppure quando l'accesso alla conoscenza era prerogativa dei ricchi, mentre i poveri dovevano marcire nell'ignoranza. Insomma, una volta quando semplicemente non si poteva comunicare, non si poteva esprimere, non si poteva sapere?!...Come quella volta in cui Peppino, un quarantino attempato che sin da piccolo aveva sempre parlato male della tecnologia additandola come la rovina del mondo, rimetteva a posto la sua scrivania e trovava seppellito nelle colonne polverose di libri mai letti un vecchio telefonino... Era un Nokia 5510 del 1998..Lui l'aveva comprato nel 99, forse, ma non se lo ricordava nemmeno. Però qualcosa cominciava a tornargli in mente. Erano i ricordi della sua adolescenza che rifiorivano, della sua prima giovinezza che sbocciava al mondo. Si fermò un attimo a riflettere, ripensando a quegli anni in cui tutto gli pareva possibile, poi si soffermò sul suo primo ed unico amore. Quant'era bella Carmela che all'epoca aveva soltanto due anni meno di lui. Si conobbero a scuola ed in maniera naturale nacque fra di loro l'amore . Un amore ingenuo e potente come solo i ragazzi di quell'età possono provare. Una roba talmente intensa che potrebbe durare l'intera vita, come allo stesso modo finire per una banalità, un malinteso, una sciocchezza, un incidente di percorso, qualsiasi tipo d'intoppo. Sono sempre così queste cose, belle, trascinanti e profonde al punto di rasentare la follia ed allo stesso tempo fragili, suscettibili, talmente delicate da potersi irrimediabilmente interrompere per niente. Chi sostiene il contrario mente sapendo di mentire, forse perchè non ha mai provato nulla di simile nella sua esistenza. Non è affatto vero che l'amore autentico resiste a tutto, è una stronzata figlia di soap opera, cinema di serie b e romanzetti d'appendice. Se il sentimento è irresistibile, impermeabile a qualsiasi evento atmosferico della vita, significa che non si tratta d'amore ma di qualcos'altro. Il vero amore si può frantumare per un nulla e raramente le vittime riescono a rimetterne insieme i cocci. Ad esempio Peppino e Carmela si amavano davvero, al punto di desiderare fin da giovani d'invecchiare insieme. Chi li ha conosciuti all'epoca lo può giurare che il loro era amore con la A maiuscola. Sembrava che niente e nessuno poteva separarli perfetti com'erano, confezionati l'uno per l'altra e viceversa.
Erano trascorsi decenni e di acqua sotto i ponti ne era passata tantissima. Il treno della vita non aspetta nessuno. E così un po' di cose le dimenticarono. Peppino in particolare ne aveva idealizzato il ricordo indelebile, rimuovendone volutamente tutti i dettagli spiacevoli. I fatti brutti che in rapporti del genere ci sono sempre, fortunatamente aggiungo io, per ricordarci d'essere comunque degli schifosi esseri umani. Ma quel Nokia 5510 del 1998 gliele fece ritornare tutte in testa. Ricordò quella volta che la lasciò da sola sotto il temporale perchè era talmente ubriaco da dimenticarsi d'andarla a prendere. Le litigate atroci degli ultimi tempi. Quando lei gli faceva passare le pene dell'inferno in quei periodi strani di sospensione sentimentale, di dubbi, di crisi e di amiche che consigliano sempre male. Piano, piano gli rivenne alla mente ogni cosa, pure il momento della dolorosa ed irrimediabile rottura, che rispetto alla potenza del sentimento provato da entrambi, fu veramente causata da una piccolezza, un dettaglio facilmente risolvibile. Erano in crisi da tempo, sostanzialmente perchè si amavano troppo, proprio come due deficienti. Accuse e gelosie reciproche logoravano lentamente le basi del loro rapporto. Un giorno Carmela disse a Peppino che voleva partire per andare a fare l'università fuori, in un'altra regione. Pappino stupido com'era, s'infuriò da perfetto cretino, così Carmela tra mille pianti e litigate, in un moto d'orgoglio fece la valigia e se ne andò senza dirgli nulla...O meglio, quel giorno alla stazione dei treni in un rimorso d'amore si arrese e mandò un sms a Peppino... “il treno parte tra due ore, se vieni a prendermi non parto più e resto con te, ti amo”. Ma quel cazzo di Nokia 5510 aveva deciso scaricarsi proprio cinque minuti prima di ricevere il messaggio di Carmela. Peppino si convinse definitivamente che era giunto il momento di cambiare cellulare e da un amico di quartiere, famoso con il nome di “traffichino” per il suo piccolo contrabbando, comprò un fiammante Motorola star tac che in quegli anni era proprio fico. Si era rassegnato da settimane all'idea che Carmela l'aveva definitivamente lasciato. In tutti i modi possibili aveva cercato di ricucire dopo l'ennesima litigata furibonda. Ma lei fu così irremovibile che l' umiliò e mortificò continuamente, lasciandolo da solo con il dolore del suo cuore spezzato. L'amava ma in egual misura l'odiava, per cui aveva deciso di dimenticarla in qualche modo con l'aiuto del tempo. Non ci riuscì e mai la scordò. Spesso di notte la pensava così intensamente che quasi a Carmela fischiavano le orecchie mentre a lui fuori uscivano lacrime di sangue dal naso, per lo sforzo dei muscoli della fronte che si contorcevano in maniera del tutto involontaria. Peppino, però, non lesse mai l'sms che Carmela gli aveva nviato dalla stazione dei treni, perchè con quello sfavillante Motorola star tac in mano gettò nell'oblio di uno scaffale della propria stanza il vecchio e scarico Nokia 5510. Così Carmela incazzata come una iena, quando vide che lui non arrivava e manco rispondeva al suo messaggio d'amore, salì con convinzione su quel maledetto treno e non si fece più sentire, piena zeppa di rancore verso quell'idiota di Peppino.
Passarono quasi due decenni, sia Peppino che Carmela si fecero una vita. Lui diventò un avvocatuccio da quattro soldi e si sposò con una ragazza incontrata per caso in una fila davanti allo sportello della posta per pagare le bollette. Ma dopo un figlio non voluto, fra di loro finì in quanto lei, giustamente, gli metteva le corna con il parrucchiere e pure con il prete del paese, ed in passato anche con il venditore ambulante di provole che stava al mercato rionale dove era solita fare la spesa. Del resto Peppino non l'aveva mai amata, l'unico suo amore era per Carmela che non riusciva a dimenticare. Dunque, quando si lasciarono, oltre agli immensi guai derivanti dalle clausole di un contratto giuridico vincolante come il matrimonio, e dal figlio in comune, non soffrì più di tanto. Fu soltanto una gigantesca e mastodontica rottura di palle quel matrimonio fallito, ma nulla di più...
Carmela invece si era sposata da anni con quel famoso “traffichino” che aveva venduto il Motorola star tac a Peppino, e poi era emigrato per affari proprio nella città in cui lei aveva deciso di studiare e vivere. Si erano incontrati per coincidenza in un anonimo bar per gente mattiniera che fa colazione prima d'andare a lavorare. Carmela Insegnava matematica in una scuola media, si era un po' imbruttita invecchiando davvero male. Conduceva tutto sommato una vita noiosa senza figli. Anche lei aveva sempre amato solo ed unicamente il suo Peppino che sognava e desiderava ogni notte, continuando ad odiarlo per averla abbandonata alla stazione dei treni quel maledetto giorno. Con “traffichino” ci stava solamente per la paura di rimanere sola e soprattutto per i soldi.
Soltanto che Carmela qualche settimana fa, mentre scendeva le scale di casa sua, ha messo male il piede cadendo rovinosamente e rompendosi l'osso del collo. E' morta sul colpo, senza soffrire.
Intanto Peppino depresso ed arreso alla vita, dopo il matrimonio fallito, pagava l'amore quaranta euro a notte da una puttana d'appartamento che gli faceva lo sconto perchè erano diventati amici a furia di frequentarsi. Ma quando lui prese in mano quel Nokia 5510, accendendolo, questo magicamente ricominciò a funzionare. Vide che c'era un messaggio non letto. Era quello che Carmela gli aveva mandato dalla stazione dei treni, così nel momento in cui lo lesse si sentì morire. Provò a ricontattarla ma venne a sapere da “traffichino” che Carmela era diventata da anni sua moglie, e soprattutto che proprio poche settimane prima era morta nel modo più banale possibile. Così Peppino sconvolto dal dolore a da quel destino di merda, fatto si strane e diaboliche coincidenze, aprì la finestra e disperato dal rimpianto si buttò giù dal quarto piano. Ma non riuscì nemmeno a morire, come invece aveva fatto Carmela inconsapevolmente ed accidentalmente. Passò mesi su un letto d'ospedale dove l'unica persona che l'andò a trovare fu la puttana d'appartamento. Colei che gli spacciava l'amore e si era affezionata al suo povero cliente. Allora, quando si rimise, Peppino chiese la mano della sua amica prostituta che dopo anni di rispettabile carriera, decise d'abbandonare la professione per passare il resto dei suoi giorni con lui. Finalmente erano felici, per quanto possibile, ma in una notte d'inverno triste e desolata mentre ritornavano a piedi da un ristorante poco distante dalla loro modesta abitazione, “traffichino”, che intanto era ritornato per sbrigare degli affari, ubriaco fradicio l'investì ammazzandoli tutti e due. Non si accorse che si trattava di Peppino e della sua nuova compagna, e manco si fermò a prestare soccorso, ma filò diritto a tutta velocità. Ora traffichino, che nel frattempo si è risposato con una donna stupenda, è diventato un buon padre di famiglia ed una persona rispettabile, titolare di un rinomato negozio di cellulari d'ultima generazione situato proprio nel centro della città....Altro che Nokia 5510 del 98 e Motorola Star tac del 2000....Quando si parla male della tecnologia bisogna sempre pensare che questa, prima o poi, può sempre vendicarsi...
