mercoledì 19 novembre 2014

Italia Albania...Di questi tempi, l'altra sera davanti alla tv..

Italia. 18...11..2014....

L'altra sera davanti alla tv  mi spegnevo lentamente sul divano, guardando  Ballarò in cui si faceva la ormai consueta propaganda per Matteo Salvini. Ancora sotto i riflettori Tor Sapienza, dunque retorica e razzismo a profusione. Poi ascoltando l'intervista a Mary Le Pen, che affermava di voler tornare ai tempi delle prima guerra mondiale, chiudere le frontiere e coltivare il mito della razza, mi sono arreso definitivamente ed ho cambiato canale disgustato e nauseato. E qualcuno diceva pure che si era moderata rispetto al padre. Minchia!. Così, facendo zapping, mi sono imbattuto in una vera e propria partita di merda. Un'amichevole inutile come Italia- Albania prevista dal calendario FIFA, ma che probabilmente nemmeno gli stessi calciatori avrebbero voluto disputare. Infatti le formazioni erano piene di rincalzi. Note di colore sono state le continue e divertenti invasioni di campo dei tifosi albanesi con il solo scopo d'abbracciare e baciare i propri giocatori. Italia pimpante nel primo tempo,  occasioni per Destro, Cerci e Giovinco. Conte magari poteva farli giocare anche contro la Croazia. Una traversa dell'attaccante Cikalleshi per un' Albania comunque intraprendente. Ma quasi per inerzia ritornavo su rai tre e vedevo la scena di un coatto che affacciato da una finestra minacciava di bruciare vivi tutti gli immigrati che avrebbe incontrato. Era davvero troppo ed inorridito ritornavo all'amichevole di basso profilo. Appena dopo la terza invasione di campo, al trentasettesimo minuto del secondo tempo, Okaka (Sampdoria) realizzava la rete del match con uno squallido gollonzo frutto di un fortunato rimpallo. Così, con il sottofondo della voce dei telecronisti ad accompagnarmi, vinto dalla noia, iniziavo a fare qualche ricerca in rete scoprendo che gli albanesi sono tuttora il popolo d'immigrati più numeroso presente in Italia, circa mezzo milione. Su wikipedia leggevo che l'attuale Albania è stata un'importante provincia dell'impero romano (Apollonia) già dai tempi della repubblica. Nel novecento fu anche occupata dai fascisti dal 39 al 43, fino alla liberazione dei partigiani comunisti che la resero definitivamente indipendente.
 Intanto un insidioso cross dalla trequarti  attraversava pericolosamente lo specchio della porta italiana, mentre la punta albanese veniva stesa nell'aria piccola. Probabilmente era rigore.
Ma ritornando assorto nei miei pensieri, riflettevo sul fatto che gli albanesi guardano i canali della televisione italiana. Addirittura c'è un'emittente televisiva, (Agor) di proprietà di un italiano imprendiore mafioso della monnezza,  che trasmette la versione albanese di tutti i programmi di punta della nostra tv, con attori e volti famosi italiani.  In molti albanesi parlano la nostra lingua fin da piccoli e per un retaggio del comunismo sono quasi tutti atei. Mi veniva in mente che ero solo un bambino di sei anni quando a Bari approdavano le navi cariche di profughi in fuga dopo la caduta del regime nel 92. Il tempo passa veloce come un treno dell'alta velocità. Anche all'epoca tutto era trasmesso in diretta televisiva. Forse, fu
fù quella la prima volta in cui gli Italiani facevano i conti con il problema dell'immigrazione e già allora il razzismo stava cambiando piano piano direzione. Non più soltanto i meridionali come vittime sacrificali, ma da quel momento anche "il cugino marocchino", i polacchi e soprattutto gli albanesi. Poi scoppiò la guerra nei Balcani e continuarono ad arrivare ancora più numerosi. Sono passati ventidue anni da quell'evento, ed oggi in pochi  ricordano il panico e la paura che scatenò, ma il ritornello era sempre lo stesso . Ci rubano il lavoro che già è poco, ci rapinano nelle case, spacciano la droga e portano le malattie. Queste erano le frasi razziste più gettonate, o almeno quelle che ricordo; perchè un bambino di sei, sette, anni assorbe tutto come una spugna, trattenendo le cose più importanti...Forse proprio a quell'età, inconsapevolmente, iniziavo a comprendere che gli italiani sono uno dei popoli più razzisti, bigotti, ignoranti e cattolici del continente. Oggi qualche italiano emigra in albania. Chi lo fa per studio come conseguenza del numero chiuso in tante facoltà, ma c'è anche chi lo fa soltanto per lavoro.  Per cui l'altra sera davanti alla tv, ho tifato con piacere per quell'Albania povera e sfortunata che dopo averci subito per secoli, nei primi anni novanta ci invadeva in massa con i suoi disperati e la sua fame. Ho quindi sperato con forza che pareggiasse e che a Matteo Salvini succedessero tante cose brutte. Finita la partita ho però perseverato nello stesso errore. Ricambiando di nuovo canale mi trovavo su la7 Giorgia Meloni dei fratelli d'Italia che collezionava applausi senza alcun contraddittorio. Infatti gli unici a sostenere, teoricamente, le tesi contrarie  ai suoi proclami securitari e patriottardi, erano solo due vecchi bacucchi rimbecilliti, che non sapendo nulla sulla questione  s'improvvisavano ad insopportabili preti della peggiore retorica sui buoni sentimenti.
 E' una settimana ormai che televisioni e giornali speculano su questa storia. Si chiamano strategie di "moral panic", funzionali per accrescere la paura a fare aumentare il desiderio di sicurezza, repressione e polizia fra gli elettori. Negli Stati Uniti sono maestri in questo. Durante la campagna elettorale per le elezioni di medio termine, che hanno visto la sconfitta di Obama, i media americani hanno fatto un vero e proprio terrorismo psicologico sulla paura dell'ebola, indirettamente collegata alle incertezza del presidente in politica estera. Anche da noi sotto questo punto di vista non si scherza. Dopo il caso dell'assassinio di Patrizia Reggiani, che provocò indignazione generale,  ronde squadristiche, cacce xenofobe al rumeno, assalti ai campi rom, qualche accoltellamento e qualche pestaggio; Alemanno e tutti i fascisti della città, vinsero le elezioni del 2008 al comune della capitale. Ma adesso che la fase è cambiata, la situazione per molti versi potrebbe anche risutare ancora più pericolosa. Purtroppo, è del tutto evidente come l'egemonia politico culturale del paese sia saldamente ancorata a destra. Facciamocene una ragione....In fin dei conti si è trattato soltanto di una banale amichevole infrasettimanale in cui l'Albania, per giunta,  ha pure perso. Fa sorridere e riflettere, però, che in una partita della nazionale con il dichiarato intento di raccogliere fondi per gli alluvionati di Genova, gli spettatori peganti sugli spalti fossero soltanto albanesi.

Genova stadio Ferraris (Marassi) 18-11-2014... Italia 4-4.2 Albania 4-5-1... Fischio d'inizio ore 20:45... Risultato 1-0, (Okaka trentasettesimo minuto del secondo tempo)... Paganti 26.000 di cui quasi tutti albanesi... Serata gradevole con cielo stellato...Terreno in buone condizioni, nonostante i disastri provocati dalle recenti ed abbondanti piogge... Arbitro Harcham (Austria)... Ammoniti: nessuno. Espulsi:nessuno... Incasso 248.000 euro (interamente devoluti alle popolazioni colpite dalle ultime alluvioni)... Partita tutto sommato divertente, anche se il resto della serata televisiva è stato tutt'altro che piacevole.






Nessun commento:

Posta un commento