lunedì 10 novembre 2014

CHI SONO I BALORDI?


Il leader della lega definisce “ balordi” i militanti dei centri sociali che lo hanno contestato a Bologna.

La contestazione a Salvini ha generato una vampata di polemiche sui social, fornendo il pretesto ai tanti fascisti topi da tastiera per commentare ogni pagina di collettivi, realtà, gruppi musicali e giornalisti che difendono le ragioni della protesta contro il leader leghista. Nella melma di centinaia di messaggi emerge un putrido misto di odio razziale, ignoranza becera, nostalgia del ventennio, minacce ed insulti. Tutti però parlano di tolleranza, non sapendo che dal punto di vista della filosofia politica questo concetto non è mai stato del tutto positivo. Nell'europa tra il 1500 ed il 1700 dilaniata dalle guerre di religione, filosofi e pensatori politici si sono posti il problema della “tolleranza”. Da Hobbes che nel Leviatano teorizzava uno stato in cui il potere temporale e quello religioso erano uniti nelle sole mani del sovrano, che decideva quale religione doveva professare tutto il popolo, in quanto per contratto sociale, e non per volere di dio, era l'unico interprete della parola divina. Risolvendo, così, a monte la questione della “tolleranza” attraverso i presupposti del totalitarismo ma anche del moderno liberismo, perchè quello che il sovrano non regolamentava in economia restava a libera interpretazione del suddito. Fino ai pensatori illuministi come Locke e Voltaire che attraverso i "lumi della ragione" vedevano nella tolleranza  l'unica via possibile, ma non la migliore,  per poter vivere nelle diversità religiose. Ma la tolleranza in quanto tale,  presume sempre una sorta di razzismo implicito. Ti tollero perchè non posso fare altro, altrimenti...Tolleranza, infatti, non significa comprensione delle problematiche e delle diversità in una società complessa, ma l'esatto contrario. Tollerare è sinonimo di sopportare, fare finta di non vedere, girarsi dall'altra parte, subire, rassegnarsi, insomma non proprio il massimo della convivenza e della reciprocità. Un'accettazione negativa e passiva dell'altro che non prevede alcuna alternativa, alcun cambiamento rispetto all'esistente ed ai rapporti di forza in seno alla società solo apparentemente immutabili.   .

In questo momento storico tanto delicato per il paese con un'economia che va a rotoli, continue alluvioni, rabbia sociale, riforme padronali terribili, risse per leggi elettorali e presunte dimissioni del presidente della repubblica, molti programmi televisivi, giornali e forze politiche cercano di spostare l'attenzione dell'opinione pubblica verso la guerra tra poveri. Quando ebola, quando l'imminente invasione degli immigrati, quando la criminalizzazione delle occupazioni di chi non ha casa e quando i vecchi cavalli di battaglia intramontabili come i rom; fomentando le paure e le fobie dell'anziano italiota abbrutito davanti al tubo catodico. Una tecnica classica per spostare l'elettore-spettatore su tematiche di destra accrescendo il desiderio di ordine e di sicurezza nella società.
 Per quanto mi riguarda, proprio perchè conosco le ragioni di fascisti e leghisti, non le tollero, contestandole alla radice e combattendole sempre. In quanto le ritengo un grande pericolo non solo per la democrazia e la convivenza, ma soprattutto per i più deboli, per i diversi, per i più poveri e per la libertà in generale.  D'altra parte la contestazione, lo scontro, il conflitto non solo sociale ma anche semplicemente politico, appunto l'inimicizia e l'intolleranza, costituiscono gli ingredienti principali di una democrazia che non può esaurirsi nelle sole patetiche elezioni. Un sistema  in cui tutte le parti si tollerano malvolentieri non esiste in natura e se esistesse sarebbe un inferno. Io sono intollerante al latte la mattina, ma sono allo stesso tempo resto intollerante al fascismo, al razzismo ed alle provocazioni politiche fatte sulla pelle dei poveri. Questo è legittimo ed è pienamente democratico. 
Se Renzi va in una fabbrica giustamente in questo periodo si prende le uova, gli insulti e se non ci fossero i poliziotti a proteggerlo anche di peggio. Lo stesso vale per tanti ministri, per gente come Marchionne e pure per Berlusconi è sempre stato così. Qualche anno fa George W. Bush all'epoca presidente degli Stati Uniti d'America, l'uomo più potente della terra, durante una visita in Iraq venne preso a scarpate da un contestatore. Il gesto divenne per un periodo il simbolo mondiale delle proteste contro la guerra. In tutti questi casi nessuno ha mai evocato la parola "tolleranza" per i potenti politici che arroganti pretendono di potersi esprimere sempre ed ovunque . Ma se Matteo Salvini leader della lega ed ormai uno dei capi di tutta la destra, dopo una violenta campagna di razzismo contro gli immigrati prima e gli zingari poi, annunciandolo giorni prima a mezzo stampa, decide per campagna elettorale di recarsi in un campo rom senza scorta, allora le cose cambiano. La contestazione legittima, naturale e fisiologica di coloro i quali, essendo stati oggetto per anni d'insulti, razzismo e minacce leghiste, si oppongono alla presenza di Salvini vedendola  come una palese e chiara provocazione, viene trasformate dai media di regime in una vile aggressione, anche rovesciando la dinamica dei fatti. Una macchina che cerca d'investire dieci contestatori ed un parabrezza rotto..Ecco dove sta il fascismo insito nella pancia di una parte malata del paese. Non ammettere che il proprio capo possa essere contestato venendo cacciato da un luogo oggettivamente a lui ostile.

Proprio democrazia e tolleranza sono paradossalmente le parole più abusate nei commenti fascisti sul web, quasi come fosse dovuta l'agibilità politica universale ad uno che ha fatto dell'odio e del razzismo la propria bandiera. Se si facesse un'inchiesta nell'elettorato leghista e destro ci si renderebbe conto molto bene che la stragrande maggioranza è desiderosa di mettere a tacere tutto il resto del paese a partire dagli "antagonisti" brutti sporchi e cattivi, dai centri sociali additati da ogni parte come gli untori della peste bubbonica sovversiva. Esperienze su cui gli insulti e le denigrazioni da parte del potere si sprecano ma che sono nei fatti gli unici luoghi rimasti liberi dove si pratica davvero la politica dal basso. Altro che figli di papà che si fanno le canne, come sostiene la retorica fascista di chi predica la xenofobia, si prende a cinghiate, venera il proprio capo e picchia la fidanzata. I centri sociali in molte città rappresentano un vero e proprio welfare per gli ultimi della società, per i poveri, per quelli dimenticati e rifiutati dalle istituzioni, migranti o italiani che siano. Interi palazzi vuoti occupati, sottratti alla rendita dei palazzinari e dati a famiglie e singoli senza casa, doposcuola per bambini , socialità, sport, sportelli di supporto per precari e migranti, orti sociali, palestre popolari, biblioteche, teatri, concerti a prezzi  accessibili, arte, sale prove, presentazioni di libri, corsi, cinema, assemblee, dibattiti, cultura, relazioni, amicizie, comunità, ect...ect.....I centri sociali fanno molta più politica di un consigliere regionale a caccia di voti per essere eletto. Di sicuro sono molto più utili alla collettività rispetto a vari politicanti e partiti, certamente molto più della lega e della ridicola cozzaglia di fascisti che si porta appresso...Non si tratta di figli di papà ma di precari, studenti, disoccupati che decidono di mettersi insieme per cercare di migliorare le proprie condizioni di vita e quelle degli altri, producendo e sostenendo lotte e conflitti contro il potere di un mondo fondato sul solo profitto, rifiutando la logica delle istituzioni corrotte e ripudiando ogni forma di fascismo, sessismo e razzismo. Sembra strano ma succede in ogni città d'Italia. I numeri della repressione statale in denunce, arresti e processi che subisce quotidianamente chi sta nelle lotte sociali e nei posti occupati d'antifascista, spiegano più di ogni altra cosa quanto i “centri sociali” siano pericolosi per il potere e rappresentino una forte minaccia al sistema, l'unico argine di resistenza alla crisi ed alla guerra tra poveri che il potere tramite i suoi cani da guardia fascista intende scatenare....Dunque, chi sarebbero i balordi???.





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