Se giustamente si equipara la mattanza sionista d'Israele nei
territori palestinesi al nazismo, perchè sulla religione che diventa
stato nelle teocrazie, nei regimi e nei califfati islamici
sostanzialmente si chiude un occhio? Il fatto di contrapporsi
all'occidente imperialista non significa che queste forze siano
antimperialiste, anzi, proprio il concetto di califfato richiama i
fasti dell'impero ottomano. E per la cultura comunista e femminista può
essere accettabile il ruolo a cui è rilegata la donna nell'islam
politico? Ci vorrebbe un corso di filosofia politica a tutti quei
rivoluzionari e ribelli che su facebook mettono beceramente a confronto i
morti in Ucraina, quelli in Nigeria, i morti sul lavoro, quelli per gli
incidenti stradali e quelli per l'ebola, con i vignettisti ammazzati in
Francia. Quando in nome del profeta si massacra la redazione di un
giornale rea d'aver bestemmiato nel cuore dell'europa e nella patria del
laicismo, la questione non è la macabra conta dei cadaveri o lo
snobbismo intellettuale della retorica indignata per chi s'indigna. Ma
il rapporto che nelle nostre società intercorre fra stato e religione.
Dunque, non solo una faccenda di classe ma soprattutto un problema
storico, filosofico e politico che per secoli e secoli ha dilaniato
l'europa nei massacri fra cristiani. E proprio in Francia venne risolto
con l'illuminismo. Per il feticcio dell'antagonismo ad ogni costo, in
tutti i distinguo dei tanti “io non sono charlie” si è finito per fare
lo stesso discorso di recupero che ora stanno svolgendo le destre
fasciste e neoliberiste. Anche il corriere della sera sta scrivendo “non
siamo charlie ma”, mentre Mary Le Pen ha volutamente disertato la
manifestazione di Parigi per non andare in contraddizione con la sua
base elettorale, visto che Charlie Hebdo è storicamente in Francia un
giornale d' anarchici, comunisti libertari, antifascisti e
bestemmiatori. In Italia invece si è riusciti nel miracolo di far
diventare Charlie Hebdo una bandiere fascioleghista, grazie
all'inconsistenza culturale della sinistra ma anche
dell'ultrasinistra...Tutti i nuovi preti moralisti e benaltristi
dell'indignazione, ignorano che l'uso politico della stessa religione
diventa un potere oppressivo e repressivo sulle soggettività. Ci si
ribella solo in nome di un presunto dio idolatrato per fanatismo, altro
che ideologia. Si scanna e si ammazza per convertire gli infedeli.
L'islam politico e fondamentalista è un avversario della lotta di classe
per l'emancipazione dei subalterni, per la giustizia sociale e la
libertà contro la violenza capitalista, così come lo sono tutte le altre
religioni monoteiste nelle loro espressioni radicali e politiche. Il
fondamentalismo islamico è una creatura perversa frutto
dell'imperialismo occidentale americano ma anche francese (Libia,
Algeria e Mali). Un mostro che esercita grande fascino e raccoglie
consensi fra i giovani proletari musulmani ghettizzati ed esclusi dalla
barbarie neoliberista, rilegati nelle periferie delle metropoli europee. Lo
jihadismo li sottrae da una prospettiva rivoluzionaria di cambiamento
radicale dell'esistente, per fargli imbracciare il fucile della guerra
santa in nome di Allhà. L'islam politico, infatti, esattamente come il
comunismo promette il paradiso in terra e la giustizia. Soltanto che lo
fa attraverso le basi del corano e del dogma religioso sotto il quale
sottomettersi totalmente, in quanto non vi è clero e mediazione tra la
parola del profeta e l'agire dei fedeli... Lo stato islamico, isis, si
presenta appunto come il regno dei giusti musulmani dove c'è lavoro per tutti,
non vi è corruzione, si rispetta alla lettera il corano e ci sono
giovani vergini pronte da sposare per procreare. Le prime vittime
sacrificali di tutto questo sono proprio la stragrande maggioranza dei
musulmani moderati che rifiutano l'imposizione della sharia (legge
islamica) e per tale motivo sono accusati dagli jihadisti di essere
“occidentalizzati” e “miscredenti”. I massacri in Pakistan, Iraq,
Somalia e Nigeria lo dimostrano..E' possibile che non si riesca a capire
che proprio per non dare spazio alla xenofobia, al fascismo, al
razzismo ed all'odio religioso, sia necessario assumere una posizione
netta contro l'integralismo islamico svelando il rapporto perverso che
lo lega all'occidente imperialista. In questo caso il nemico del mio
nemico non può essere mai mio amico, in quanto si tratta solamente di
due nemici l'uno speculare all'altro. Al netto dello sciacallaggio
ipocrita e ridicolo del potere occidentale di despoti, sfruttatori e
sanguinari governi pronti a sfilare in nome della libertà d'espressione
quando in realtà ne sono i primi nemici, e che tutto possono essere
tranne che Charlie; per quelli che lottano tutti i giorni contro ogni
forma d'oppressione è invece doveroso oltre che necessario esserlo. Je
suis Charlie, quindi, e sempre lo sarò, senza se e senza ma. Perchè
l'ipocrisia dei potenti è ormai talmente evidente da essere smascherata
con una semplice risata, mentre il ritorno del fanatismo religioso
(islamico, cristiano, ebraico o indù, non fa differenza) è molto più
difficile da combattere e sradicare...Dove sono finiti i
libertari?.....Infine occorre dire che la questione della libertà
d'espressione è del tutto marginale e relativa, perchè nessuno pensa
che questa esista in natura e sia slegata dal contesto storico e
politico del potere. Nel capitalismo, come in qualsiasi altro sistema,
non può essere mai garantita una totale libertà d'espressione e proprio
per questo d'antagonisti andrebbe sempre difesa e conquistata contrapponendola conflittualmente in maniera partigiana a
quella rivendicata da fascisti e razzisti. E' un rapporto di forza da coltivare ed implementare, un conflitto di parte che chi lotta contro il potere deve sempre alimentare.
Nel caso specifico, però, si rivendica la libertà di bestemmia che è cosa ben diversa dalla libertà d'espressione intesa ipocritamente come mito occidentale, del tutto falso e bugiardo. In quanto l'occidente è stato e lo è tuttora esportatore da secoli di guerre, sottomissioni ed atrocità in tutto il resto del mondo. Si tratta però appunto dell'affermazione del principio di laicità nelle nostre società in cui non si può impedire a dei vignettisti di prendere per il culo il profeta o qualunque altro idolo. Per un presunto multiculturalismo di fatto già fallito nelle rivolte delle banlieau francesi e negli uk riot inglesi, non si può rinnegare il laicismo che appare insopportabile agli jihadisti. Non a caso Charlie Hebdo era una roccia atea, blasfema ed irriverente, per tali ragioni un nemico giurato del fondamentalismo.
Quando s'invoca la tolleranza bisogna sapere che questa non è una dimensione positiva ed idilliaca, ma una questione tragica su cui da Hobbes a Loke, da Lutero e Votaire, ect..ect.. in europa i più grandi pensatori politici si sono dibattuti nello scorso millennio fin dall'editto di Costantino. L'eccezione illuminista della tolleranza, quella più avanzata di Voltaire, non è altro che il sinonimo di "sopportazione" ed accettazione passiva del credo e del culto dell'altro in una stato laico, separato ed autonomo dal potere spirituale dei papi. Tutto in nome della convivenza pacifica tra religioni e confessioni diverse. Se osserviamo con attenzione la contemporaneità storica ci possiamo rendere conto di quanto ancora sia presente l'ingerenza religiosa nella vita politica e pubblica, nella leggi, nei divieti e nella repressione che viviamo nelle nostre società. Sarei proprio curioso di vedere tutti quelli che si sono affrettati a scrivere e pubblicare che non erano Charlie ma un'altra cosa, contestare il prossimo raduno fandamentalista cattolico e fascista delle sentinelle in piedi antiabortiste ed omofobe. Alla prossima campagna per il diritto all'aborto, per il finevita e per il rispetto e l'autonomia delle diversità di genere.. .Credo che proprio alla luce di quanto sta succedendo, del ritorno di "dio" nel discorso pubblico, la posizione più antagonista da tenere fosse quella di essere Charlie senza se e senza ma. Per la laicità, per l'emancipazione attraverso la lotta di classe, per il diritto alla blasfemia contro il medioevo postmoderno e la barbarie capitalista....
Intanto da Kobane i comunisti curdi ci mandano a dire che stanno combattendo lo Stato Islamico anche per noi...Je suis Charlie
Nel caso specifico, però, si rivendica la libertà di bestemmia che è cosa ben diversa dalla libertà d'espressione intesa ipocritamente come mito occidentale, del tutto falso e bugiardo. In quanto l'occidente è stato e lo è tuttora esportatore da secoli di guerre, sottomissioni ed atrocità in tutto il resto del mondo. Si tratta però appunto dell'affermazione del principio di laicità nelle nostre società in cui non si può impedire a dei vignettisti di prendere per il culo il profeta o qualunque altro idolo. Per un presunto multiculturalismo di fatto già fallito nelle rivolte delle banlieau francesi e negli uk riot inglesi, non si può rinnegare il laicismo che appare insopportabile agli jihadisti. Non a caso Charlie Hebdo era una roccia atea, blasfema ed irriverente, per tali ragioni un nemico giurato del fondamentalismo.
Quando s'invoca la tolleranza bisogna sapere che questa non è una dimensione positiva ed idilliaca, ma una questione tragica su cui da Hobbes a Loke, da Lutero e Votaire, ect..ect.. in europa i più grandi pensatori politici si sono dibattuti nello scorso millennio fin dall'editto di Costantino. L'eccezione illuminista della tolleranza, quella più avanzata di Voltaire, non è altro che il sinonimo di "sopportazione" ed accettazione passiva del credo e del culto dell'altro in una stato laico, separato ed autonomo dal potere spirituale dei papi. Tutto in nome della convivenza pacifica tra religioni e confessioni diverse. Se osserviamo con attenzione la contemporaneità storica ci possiamo rendere conto di quanto ancora sia presente l'ingerenza religiosa nella vita politica e pubblica, nella leggi, nei divieti e nella repressione che viviamo nelle nostre società. Sarei proprio curioso di vedere tutti quelli che si sono affrettati a scrivere e pubblicare che non erano Charlie ma un'altra cosa, contestare il prossimo raduno fandamentalista cattolico e fascista delle sentinelle in piedi antiabortiste ed omofobe. Alla prossima campagna per il diritto all'aborto, per il finevita e per il rispetto e l'autonomia delle diversità di genere.. .Credo che proprio alla luce di quanto sta succedendo, del ritorno di "dio" nel discorso pubblico, la posizione più antagonista da tenere fosse quella di essere Charlie senza se e senza ma. Per la laicità, per l'emancipazione attraverso la lotta di classe, per il diritto alla blasfemia contro il medioevo postmoderno e la barbarie capitalista....
Intanto da Kobane i comunisti curdi ci mandano a dire che stanno combattendo lo Stato Islamico anche per noi...Je suis Charlie
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