mercoledì 14 gennaio 2015

Perchè bisognava essere comunque Charlie senza se e senza ma...





Se giustamente si equipara la mattanza sionista d'Israele nei territori palestinesi al nazismo, perchè sulla religione che diventa stato nelle teocrazie, nei regimi e nei califfati islamici sostanzialmente si chiude un occhio? Il fatto di contrapporsi all'occidente imperialista non significa che queste forze siano antimperialiste, anzi, proprio il concetto di califfato richiama i fasti dell'impero ottomano. E per la cultura comunista e femminista può essere accettabile il ruolo a cui è rilegata la donna nell'islam politico? Ci vorrebbe un corso di filosofia politica a tutti quei rivoluzionari e ribelli che su facebook mettono beceramente a confronto i morti in Ucraina, quelli in Nigeria, i morti sul lavoro, quelli per gli incidenti stradali e quelli per l'ebola, con i vignettisti ammazzati in Francia. Quando in nome del profeta si massacra la redazione di un giornale rea d'aver bestemmiato nel cuore dell'europa e nella patria del laicismo, la questione non è la macabra conta dei cadaveri o lo snobbismo intellettuale della retorica indignata per chi s'indigna. Ma il rapporto che nelle nostre società intercorre fra stato e religione. Dunque, non solo una faccenda di classe ma soprattutto un problema storico, filosofico e politico che per secoli e secoli ha dilaniato l'europa nei massacri fra cristiani. E proprio in Francia venne risolto con l'illuminismo. Per il feticcio dell'antagonismo ad ogni costo, in tutti i distinguo dei tanti “io non sono charlie” si è finito per fare lo stesso discorso di recupero che ora stanno svolgendo le destre fasciste e neoliberiste. Anche il corriere della sera sta scrivendo “non siamo charlie ma”, mentre Mary Le Pen ha volutamente disertato la manifestazione di Parigi per non andare in contraddizione con la sua base elettorale, visto che Charlie Hebdo è storicamente in Francia un giornale d' anarchici, comunisti libertari, antifascisti e bestemmiatori. In Italia invece si è riusciti nel miracolo di far diventare Charlie Hebdo una bandiere fascioleghista, grazie all'inconsistenza culturale della sinistra ma anche dell'ultrasinistra...Tutti i nuovi preti moralisti e benaltristi dell'indignazione, ignorano che l'uso politico della stessa religione diventa un potere oppressivo e repressivo sulle soggettività. Ci si ribella solo in nome di un presunto dio idolatrato per fanatismo, altro che ideologia. Si scanna e si ammazza per convertire gli infedeli. L'islam politico e fondamentalista è un avversario della lotta di classe per l'emancipazione dei subalterni, per la giustizia sociale e la libertà contro la violenza capitalista, così come lo sono tutte le altre religioni monoteiste nelle loro espressioni radicali e politiche. Il fondamentalismo islamico è una creatura perversa frutto dell'imperialismo occidentale americano ma anche francese (Libia, Algeria e Mali). Un mostro che esercita grande fascino e raccoglie consensi fra i giovani proletari musulmani ghettizzati ed esclusi dalla barbarie neoliberista, rilegati nelle periferie delle metropoli europee. Lo jihadismo li sottrae da una prospettiva rivoluzionaria di cambiamento radicale dell'esistente, per fargli imbracciare il fucile della guerra santa in nome di Allhà. L'islam politico, infatti, esattamente come il comunismo promette il paradiso in terra e la giustizia. Soltanto che lo fa attraverso le basi del corano e del dogma religioso sotto il quale sottomettersi totalmente, in quanto non vi è clero e mediazione tra la parola del profeta e l'agire dei fedeli... Lo stato islamico, isis, si presenta appunto come il regno dei giusti musulmani dove c'è lavoro per tutti, non vi è corruzione, si rispetta alla lettera il corano e ci sono giovani vergini pronte da sposare per procreare. Le prime vittime sacrificali di tutto questo sono proprio la stragrande maggioranza dei musulmani moderati che rifiutano l'imposizione della sharia (legge islamica) e per tale motivo sono accusati dagli jihadisti di essere “occidentalizzati” e “miscredenti”. I massacri in Pakistan, Iraq, Somalia e Nigeria lo dimostrano..E' possibile che non si riesca a capire che proprio per non dare spazio alla xenofobia, al fascismo, al razzismo ed all'odio religioso, sia necessario assumere una posizione netta contro l'integralismo islamico svelando il rapporto perverso che lo lega all'occidente imperialista. In questo caso il nemico del mio nemico non può essere mai mio amico, in quanto si tratta solamente di due nemici l'uno speculare all'altro. Al netto dello sciacallaggio ipocrita e ridicolo del potere occidentale di despoti, sfruttatori e sanguinari governi pronti a sfilare in nome della libertà d'espressione quando in realtà ne sono i primi nemici, e che tutto possono essere tranne che Charlie; per quelli che lottano tutti i giorni contro ogni forma d'oppressione è invece doveroso oltre che necessario esserlo. Je suis Charlie, quindi, e sempre lo sarò, senza se e senza ma. Perchè l'ipocrisia dei potenti è ormai talmente evidente da essere smascherata con una semplice risata, mentre il ritorno del fanatismo religioso (islamico, cristiano, ebraico o indù, non fa differenza) è molto più difficile da combattere e sradicare...Dove sono finiti i libertari?.....Infine occorre dire che la questione della libertà d'espressione è del tutto marginale e relativa, perchè nessuno pensa che questa esista in natura e sia slegata dal contesto storico e politico del potere. Nel capitalismo, come in qualsiasi altro sistema, non può essere mai garantita una totale libertà d'espressione e proprio per questo d'antagonisti andrebbe sempre difesa e conquistata contrapponendola conflittualmente in maniera partigiana a quella rivendicata da fascisti e razzisti. E' un rapporto di forza da coltivare ed implementare, un conflitto di parte che chi lotta contro il potere deve sempre alimentare.

 Nel caso specifico, però, si rivendica la libertà di bestemmia che è cosa ben diversa dalla libertà d'espressione intesa ipocritamente come mito occidentale, del tutto falso e bugiardo. In quanto l'occidente è stato e lo è tuttora esportatore da secoli di guerre, sottomissioni ed atrocità in tutto il resto del mondo. Si tratta però appunto dell'affermazione del principio di laicità nelle nostre società in cui non si può impedire a dei vignettisti di prendere per il culo il profeta o qualunque altro idolo. Per un presunto multiculturalismo di fatto già fallito nelle rivolte delle banlieau francesi e negli uk riot inglesi, non si può rinnegare il laicismo che appare insopportabile agli jihadisti. Non a caso Charlie Hebdo era una roccia atea, blasfema ed irriverente, per tali ragioni un nemico giurato del fondamentalismo.
Quando s'invoca la tolleranza bisogna sapere che questa non è una dimensione positiva ed idilliaca, ma una questione tragica su cui da Hobbes a Loke, da Lutero e Votaire, ect..ect.. in europa i più grandi pensatori politici si sono dibattuti nello scorso millennio fin dall'editto di Costantino. L'eccezione illuminista della tolleranza, quella più avanzata di Voltaire, non è altro che il sinonimo di "sopportazione" ed accettazione passiva del credo e del culto dell'altro in una stato laico, separato ed autonomo dal potere spirituale dei papi. Tutto in nome della convivenza pacifica tra religioni e confessioni diverse. Se osserviamo con attenzione la contemporaneità storica ci possiamo rendere conto di quanto ancora sia presente l'ingerenza religiosa nella vita politica e pubblica, nella leggi, nei divieti e nella repressione che viviamo nelle nostre società. Sarei proprio curioso di vedere tutti quelli che si sono affrettati a scrivere e pubblicare che non erano Charlie ma un'altra cosa, contestare il prossimo raduno fandamentalista cattolico e fascista delle sentinelle in piedi antiabortiste ed omofobe. Alla prossima campagna per il diritto all'aborto, per il finevita e per il rispetto e l'autonomia delle diversità di genere.. .Credo che proprio alla luce di quanto sta succedendo, del ritorno di "dio" nel discorso pubblico,  la posizione più antagonista da tenere fosse quella di essere Charlie senza se e senza ma. Per la laicità, per l'emancipazione attraverso la lotta di classe, per  il diritto alla blasfemia contro il medioevo postmoderno e la barbarie capitalista....

 Intanto da Kobane i comunisti curdi ci mandano a dire che stanno combattendo lo Stato Islamico anche per noi...Je suis Charlie
 

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