UNICAL ...TRUFFA DA DODICI MILIONI DI
EURO SULLA PELLE DEGLI STUDENTI ITALIANI E STRANIERI RIMASTI SENZA
ALLOGGIO.
Era un anno fa quando l'allora
ministro Maria Grazia Carrozza veniva in pompa magna ricevuta da
tutta la baronia universitaria per l'inaugurazione di un grande
residence studentesco all'interno del campus di Arcavacata. Erano i
giorni immediatamente successivi alla grande manifestazione romana
del 19 ottobre del 2013, con il sindacalismo conflittuale, i
movimenti per il diritto all'abitare, centri sociali, studenti,
precari, migranti e disoccupati uniti per una sola grande opera: casa e reddito
per tutti. Esattamente come recitava lo striscione d'apertura di quel
grandissimo corteo che ha invaso le strade della capitale, sfidando la
repressione preventiva ed il terrorismo dei media di
regime, del governo e della polizia.
Il lunedì successivo all'università
erano più di un centinaio per il presidio chiamato alla fermata degli autobus.
La notizia dell'arrivo del ministro era giunta per tempo. Insieme
agli studenti c'erano i collettivi, i comitati dei senza casa della
città, disoccupati, migranti e cassaintegrati. I manifestanti erano
consapevoli che ad un certo punto la celere avrebbe sbarrato la
strada al piccolo corteo intenzionato ad interrompere
l'inaugurazione o quanto meno a disturbarla il più possibile . Ma allo stesso tempo
erano tutti determinati nel volere rovinare ad ogni costo la passerella di baroni e
politici per l'ennesima rapina di denaro pubblico, per la solita
speculazione edilizia fatta sulla pelle degli studenti e della gente
senza casa e senza reddito. Fu, così, una grande giornata di lotta,
memorabile, come poche nella storia dell'università della Calabria,
in cui gli studenti a spinta riuscirono ad arrivare, metro dopo
metro, fino alle porte del complesso residenziale, sfidando le
cariche della polizia ed ingaggiando per ore una serrata guerra di
posizione con tutto l'apparato di sicurezza presente. Vennero più
volte aggirati i blocchi di carabinieri, digos e ps, contestando
duramente tutti i vertici accademici. L'auto del
ministro fu accolta con lanci di uova e fango, mentre il rettore
uscente venne quasi linciato dalla folla. La passerella passò del
tutto in secondo piano, mentre la notizia della dura contestazione
divenne virale in rete al punto che anonymus, in solidarietà
con la protesta, oscurò il sito del ministero dell'istruzione. La
rabbia era tanta quanto evidente era lo scempio per il quale veniva
tagliato il solito ridicolo nastro.
Nella più classica delle speculazioni,
su una montagnola isolata ma non troppo distante dal campus, con una
velocità impressionante è improvvisamente sorto un imponente
complesso di palazzi . La faccenda sin dal principio è puzzata di
probabile privatizzazione, di lurido favore ai soliti palazzinari del
luogo da parte di ermellini e massoni amici degli amici, in barba al
diritto allo studio continuamente calpestato. Proprio per questo quella
contestazione ha denunciato con forza ciò
che oggi è sotto gli occhi di tutti. Quei palazzi, inaugurati alla
presenza delle massime autorità con tanto di sontuoso banchetto,
sono tuttora dei casermoni vuoti ed inagibili. Uno sperpero da decine di milioni di euro che stride incredibilmente con il disagio
insostenibile di centinaia di studenti italiani e stranieri rimasti
senza alloggio pur avendone diritto. Una situazione paradossale per
un'università che ha sempre fatto della residenzialità,
dell'accoglienza e dello scambio culturale con gli altri atenei
esteri, il proprio punto d'orgoglio. In un sistema universitario che nella crisi mostra ogni anno sempre di più tutte le sue irreversibili criticità, in cui il processo d'aziendalizzazione attraverso la maschera della meritocrazia sta attaccando le fondamenta del diritto allo studio, gli idonei non beneficiare pagano all'unical affitti quasi uguali a quelli del mercato
privato. Fra i ponti del campus gira voce che molte università
straniere , avendo ricevuto dai propri studenti numerose segnalazioni di disagi relativi
all'assegnazione degli alloggi ed alle pessime condizioni d'incuria e degrado in cui sono
ridotte molte di queste residenze, stiano vautando persino di
rivedere le convenzioni con la stessa Università della Calabria. Un danno
d'immagine notevole. Inoltre, se agli studenti italiani, beneficiari
della borsa di studio ma rimasti ugualmente senza alloggio, i dirigenti dell'università rispondono con tono
arrogante e supponente, invitandoli ad arrangiarsi; per gli
stranieri, che non rientrano nella convenzione di Schenghen, senza
una residenza ed un domicilio, si pone anche il serio problema del
permesso di soggiorno, con il rischio concreto di diventare clandestini secondo le attuali leggi dello stato italiano. Ma mentre circa un migliaio di studenti tra
bandi, file e burocrazia resta senza un tetto sulla testa, pur
avendone tutti i diritti ed i requisiti necessari, una barca di soldi viene sprecata per delle strutture che resteranno vuote. Si tratta dei
200 posti letto del residence San Gennaro che risultano inutilizzabili in quanto necessitano di ulteriori
lavori, nonostante siano già stati spesi per la loro realizzazione
ben oltre 12 milioni di euro.
E quì sorgono delle domande quasi
spontanee: siamo sicuri che con una tale cifra non si poteva
realizzare qualche posto letto in più a fronte di una richiesta d'aventi diritto che ogni anno resta sempre di più insoddisfatta??.
Dodici milioni di euro sono davvero tanti, forse troppi, per dei
palazzi inagibili, incompleti e costruiti malamente. Siamo proprio certi che
sotto non ci sia qualcos'altro???. Vista la situazione questi sono degli interrogativi più che legittimi, da rivolgere direttamente alla dirigenza
accademica, alle baronie, ai manager del campus che, oltre a nascondersi dietro il solito scarica barile delle responsabiità, intanto si
aumentano lo stipendio e le milionarie liquidazioni come nelle
peggiori s.p.a quotate in borsa. Addirittura alcuni di essi si
contraddistinguono pure per i modi a dir poco sgarbati con cui si
rivolgono ai poveri studenti che non sapendo dove andare a dormire
chiedono disperatamente spiegazioni.
Una situazione veramente assurda,
davvero imbarazzante. Ancora una volta l'amara riprova dell'intelligenza
collettiva dei movimenti autonomi che, attraverso il prezioso lavoro
d'inchiesta svolto, già un anno fa hanno svelato e contestato
questa grave ingiustizia e questa vergognosa rapina di denaro pubblico. A
dispetto del silenzio colpevole , del servilismo e della complicità che
caratterizzano la condotta della rappresentanza
studentesca notoriamente corrotta, da sempre pronta a difendere gli interessi di baroni
universitari e boss della politica regionale in cambio di piccole
prebende, spazi di potere e clientele mafiose da coltivare; come la
gestione di quasi tutti i centri comuni all'interno degli studentati,
la tollerata e sistematica corruzione di custodi ed impiegati negli
uffici e la spartizione di migliaia di euro di fondi universitari.Questo è quanto succede incredibilmente all'università della Calabria, in una sorta d'assordante silenzio complice, senza che alcun giornalista, o meglio, senza che alcun direttore di quotidiano cerchi quanto meno di dare risalto alla scandalosa vicenda. Evidentemente sono stati talmente bene addomesticati dai cinghiali di turno, da non riuscire a dare la giusta attenzione a più di mille studenti italiani e stranieri rimasti privi di casa a causa dell'ennesima ruberia milionaria da parte dei soliti insetti del potere calabro...Vergogna!
l'insorto.

Nessun commento:
Posta un commento