sabato 25 ottobre 2014

UNICAL ...TRUFFA DA DODICI MILIONI DI EURO SULLA PELLE DEGLI STUDENTI ITALIANI E STRANIERI RIMASTI SENZA ALLOGGIO.


UNICAL ...TRUFFA DA DODICI MILIONI DI EURO SULLA PELLE DEGLI STUDENTI ITALIANI E STRANIERI RIMASTI SENZA ALLOGGIO.

Era un anno fa quando l'allora ministro Maria Grazia Carrozza veniva in pompa magna ricevuta da tutta la baronia universitaria per l'inaugurazione di un grande residence studentesco all'interno del campus di Arcavacata. Erano i giorni immediatamente successivi alla grande manifestazione romana del 19 ottobre del 2013, con il sindacalismo conflittuale, i movimenti per il diritto all'abitare, centri sociali, studenti, precari, migranti e disoccupati uniti per una sola grande opera: casa e reddito per tutti. Esattamente come recitava lo striscione d'apertura di quel grandissimo corteo che ha invaso le strade della capitale, sfidando la repressione preventiva ed il terrorismo dei media di regime, del governo e della polizia.
Il lunedì successivo all'università erano più di un centinaio per il presidio chiamato alla fermata degli autobus. La notizia dell'arrivo del ministro era giunta per tempo. Insieme agli studenti c'erano i collettivi, i comitati dei senza casa della città, disoccupati, migranti e cassaintegrati. I manifestanti erano consapevoli che ad un certo punto la celere avrebbe sbarrato la strada al piccolo corteo intenzionato ad interrompere l'inaugurazione o quanto meno a disturbarla il più possibile . Ma allo stesso tempo erano tutti determinati nel volere rovinare ad ogni costo la passerella di baroni e politici per l'ennesima rapina di denaro pubblico, per la solita speculazione edilizia fatta sulla pelle degli studenti e della gente senza casa e senza reddito. Fu, così, una grande giornata di lotta, memorabile, come poche nella storia dell'università della Calabria, in cui gli studenti a spinta riuscirono ad arrivare, metro dopo metro, fino alle porte del complesso residenziale, sfidando le cariche della polizia ed ingaggiando per ore una serrata guerra di posizione con tutto l'apparato di sicurezza presente. Vennero più volte aggirati i blocchi di carabinieri, digos e ps, contestando duramente tutti i vertici accademici. L'auto del ministro fu accolta con lanci di uova e fango, mentre il rettore uscente venne quasi linciato dalla folla. La passerella passò del tutto in secondo piano, mentre la notizia della dura contestazione divenne virale in rete al punto che anonymus, in solidarietà con la protesta, oscurò il sito del ministero dell'istruzione. La rabbia era tanta quanto evidente era lo scempio per il quale veniva tagliato il solito ridicolo nastro.

Nella più classica delle speculazioni, su una montagnola isolata ma non troppo distante dal campus, con una velocità impressionante è improvvisamente sorto un imponente complesso di palazzi . La faccenda sin dal principio è puzzata di probabile privatizzazione, di lurido favore ai soliti palazzinari del luogo da parte di ermellini e massoni amici degli amici, in barba al diritto allo studio continuamente calpestato. Proprio per questo quella contestazione ha denunciato con forza ciò che oggi è sotto gli occhi di tutti. Quei palazzi, inaugurati alla presenza delle massime autorità con tanto di sontuoso banchetto, sono tuttora dei casermoni vuoti ed inagibili. Uno sperpero da decine di milioni di euro che stride incredibilmente con il disagio insostenibile di centinaia di studenti italiani e stranieri rimasti senza alloggio pur avendone diritto. Una situazione paradossale per un'università che ha sempre fatto della residenzialità, dell'accoglienza e dello scambio culturale con gli altri atenei esteri, il proprio punto d'orgoglio. In un sistema universitario che nella crisi mostra ogni anno sempre di più tutte le sue irreversibili criticità, in cui il processo d'aziendalizzazione attraverso la maschera della meritocrazia sta attaccando le fondamenta del diritto allo studio, gli idonei non beneficiare pagano all'unical affitti quasi uguali a quelli del mercato privato. Fra i ponti del campus gira voce che molte università straniere , avendo ricevuto dai propri studenti numerose segnalazioni di disagi relativi all'assegnazione degli alloggi ed alle pessime condizioni d'incuria e degrado in cui sono ridotte molte di queste residenze, stiano vautando persino di rivedere le convenzioni con la stessa Università della Calabria. Un danno d'immagine notevole. Inoltre, se agli studenti italiani, beneficiari della borsa di studio ma rimasti ugualmente  senza alloggio, i dirigenti dell'università rispondono con tono arrogante e supponente, invitandoli ad arrangiarsi; per gli stranieri, che non rientrano nella convenzione di Schenghen, senza una residenza ed un domicilio, si pone anche il serio problema del permesso di soggiorno, con il rischio concreto di diventare clandestini secondo le attuali leggi dello stato italiano. Ma mentre circa un migliaio di studenti tra bandi, file e burocrazia resta senza un tetto sulla testa, pur avendone tutti i diritti ed i requisiti necessari, una barca di soldi viene sprecata per delle strutture che resteranno vuote. Si tratta dei 200 posti letto del residence San Gennaro che risultano inutilizzabili in quanto necessitano di ulteriori lavori, nonostante siano già stati spesi per la loro realizzazione ben oltre 12 milioni di euro.
E quì sorgono delle domande quasi spontanee: siamo sicuri che con una tale cifra non si poteva realizzare qualche posto letto in più a fronte di una richiesta d'aventi diritto che ogni anno resta sempre di più insoddisfatta??. Dodici milioni di euro sono davvero tanti, forse troppi, per dei palazzi inagibili, incompleti e costruiti malamente. Siamo proprio certi che sotto non ci sia qualcos'altro???. Vista la situazione questi sono degli interrogativi più che legittimi, da rivolgere direttamente alla dirigenza accademica, alle baronie, ai manager del campus che, oltre a nascondersi dietro il solito scarica barile delle responsabiità, intanto si aumentano lo stipendio e le milionarie liquidazioni come nelle peggiori s.p.a quotate in borsa. Addirittura alcuni di essi si contraddistinguono pure per i modi a dir poco sgarbati con cui si rivolgono ai poveri studenti che non sapendo dove andare a dormire chiedono disperatamente spiegazioni.
Una situazione veramente assurda, davvero imbarazzante. Ancora una volta l'amara riprova  dell'intelligenza collettiva dei movimenti autonomi che, attraverso il prezioso lavoro d'inchiesta svolto, già un anno fa hanno svelato e contestato questa grave ingiustizia e questa vergognosa rapina di denaro pubblico. A dispetto del silenzio colpevole , del servilismo e della complicità che caratterizzano la condotta della  rappresentanza studentesca notoriamente corrotta, da sempre pronta a difendere gli interessi di baroni universitari e boss della politica regionale in cambio di piccole prebende, spazi di potere e clientele mafiose da coltivare; come la gestione di quasi tutti i centri comuni all'interno degli studentati, la tollerata e sistematica corruzione di custodi ed impiegati negli uffici e la spartizione di migliaia di euro di fondi universitari.

Questo è quanto succede incredibilmente  all'università della Calabria, in una sorta d'assordante silenzio complice, senza che alcun giornalista, o meglio, senza che alcun direttore di quotidiano cerchi quanto meno di dare risalto alla scandalosa vicenda. Evidentemente sono stati talmente  bene addomesticati dai cinghiali di turno, da non riuscire a dare la giusta attenzione a più di mille studenti italiani e stranieri rimasti privi di casa a causa dell'ennesima ruberia milionaria da parte dei soliti insetti del potere calabro...Vergogna!




l'insorto.  

Nessun commento:

Posta un commento