martedì 7 ottobre 2014

IL CALABRO COSOCIATIVISMO VERSO L'ACCURDUNI

In Calabria negli ultimi anni sono arrivati ben 3 miliardi di euro. Fondi comunitari o finanziamenti FAS dirottati, con qualche improvvisa ed acrobatica variante di bilancio, per sistemare le strade in emilia, piuttosto che il lombardia o in veneto. Dunque, non 3 milioni di euro facilmente rapinabili e nemmeno 300 milioni, ma ben 3 mila milioni di euro che nessun calabrese ha mai visto. 3 miliardi per una popolazione di circa 2,5 milioni di residenti, ovviamente compresi vecchi e bambini, rappresentano una bella cifra con cui fare davvero un sacco di cose. Se pensiamo che in Calabria ormai non ci sono più treni per spostarsi all'interno e gli autobus di linea sono ogni anno sempre più cari. Se pensiamo che in Calabria anche partire è difficile in quanto per prendere un aereo è quasi sempre necessario fare scalo altrove, in un'altra città di un'altra regione, raddoppiando costi e tempo. Se pensiamo che in Calabria mancano pure le strade interne per collegare fra loro valli e paesi, tanto che ogni anno d'inverno diverse comunità restano isolate per mesi, e manco se fossero in cima all'everest. Ma in Calabria chiudono anche gli ospedali come il centro d'eccellenza oncologico Tommaso Campanella di Catanzaro, spingendo le persone ad emigrare al nord nei viaggi della speranza per farsi curare i tumori. Di nuovo, moltiplicando costi, dolore e tempi.
Quasi come se i calabresi fossero cittadini di serie B ai quali infliggere le peggiori umiliazioni. Infine, ma questo è risaputo, in Calabria ci sono un sacco di disoccupati, vecchi e giovani, e quei pochi che lavorano direttamente o indirettamente per la regione non vengono mai pagati. Migliaia di lavoratori che non percepiscono uno stipendio da mesi e mesi pur recandosi ogni giorno al lavoro. La motivazione ufficiale, la classica formula magica, è "un ce su sordi"... In Calabria è così e la gente emigra, parte, va via quasi costretta. Va in Germania, si infila su un autobus e non ritorna più, perchè questo hanno deciso i padroni, i ricchi, i potenti che ci governano. La regione è infatti amministrata da una trasversale e criminale lobby massonico mafiosa, che si spartisce il potere da decenni. Il PD e Forza Italia sono un'unica cosa. Domina la logica "dell'accurduni", nell'estremo cosociativismo spinto della casta calabra. Il laboratorio politico delle larghe intese renziane è sempre stato la punta dello stivale dove lo spazio democratico è ristretto all'osso e se un giornalista scrive qualcosa che da fastidio ai baroni ed ai notabili del luogo, allora sistematicamente partono le minacce, gli fanno sparare alla porta, gli bruciano la macchina, gli chiudono il giornale, lo calunniano e lo licenziano. Loro, i potenti cinghiali, intanto, continuano a dividersi il bottino milionario sulle spalle della povera gente che arranca miserabile come in un romanzo di Émile Zola. Miseria ottocentesca, feudalesimo postmoderno, mentre le anticamere delle clientele sono sempre più affollate.

 I direttori delle asl a te, la provincia di vibbo a me, il prossimo presidente di regione pure a te, ma il direttore regionale ed il dirigente dei soldi che arrivano dall'europa li nomino io. Va bene qualsiasi cosa,  purché tutti insieme continuiamo a dilapidare il tesoretto...Case, ville, piscine, vacanze e rolex, mazzette, mignotte, appalti e subappalti con la speranza che gli amici degli amici delle 'ndrine ci facciano votare ancora...

Qualche giorno fa il PD, una nota compagnia teatrale nazionale, ha tenuto proprio in Calabria uno spettacolo indecente, raccapricciante e per certi versi divertente. Un'opera buffa a tratti grottesca, recitata molto bene da noti attori locali, navigati e di provata esperienza, con momenti melodrammatici e scene molto forti e dure, la cui visione è stata vivamente sconsgliata ai minori, agli stomaci deboli ed agli animi fin troppo gentili. Il titolo dello spettacolo era PRIMARIE CALABRESI e qualcuno, in una banale domenica d'ottobre, è andato a vederlo pagando due euro di biglietto. Mmhaa, chissà, forse, il protagonista principale, tale Oliverio presidente della provincia di Cosenza, e tutti gli altri saltimbanchi, complici e comparse come Adamo, Bossio, Principe, Callipo, ect...ect..., sapranno sicuramente qualcosa di davvero interessante sulla fine che fanno i fiumi di soldi pubblici che arrivano continuamente in Calabria....Mmhaa.....chissaà.....forse..





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