Quasi come se i calabresi fossero cittadini di serie B ai quali infliggere le peggiori umiliazioni. Infine, ma questo è risaputo, in Calabria ci sono un sacco di disoccupati, vecchi e giovani, e quei pochi che lavorano direttamente o indirettamente per la regione non vengono mai pagati. Migliaia di lavoratori che non percepiscono uno stipendio da mesi e mesi pur recandosi ogni giorno al lavoro. La motivazione ufficiale, la classica formula magica, è "un ce su sordi"... In Calabria è così e la gente emigra, parte, va via quasi costretta. Va in Germania, si infila su un autobus e non ritorna più, perchè questo hanno deciso i padroni, i ricchi, i potenti che ci governano. La regione è infatti amministrata da una trasversale e criminale lobby massonico mafiosa, che si spartisce il potere da decenni. Il PD e Forza Italia sono un'unica cosa. Domina la logica "dell'accurduni", nell'estremo cosociativismo spinto della casta calabra. Il laboratorio politico delle larghe intese renziane è sempre stato la punta dello stivale dove lo spazio democratico è ristretto all'osso e se un giornalista scrive qualcosa che da fastidio ai baroni ed ai notabili del luogo, allora sistematicamente partono le minacce, gli fanno sparare alla porta, gli bruciano la macchina, gli chiudono il giornale, lo calunniano e lo licenziano. Loro, i potenti cinghiali, intanto, continuano a dividersi il bottino milionario sulle spalle della povera gente che arranca miserabile come in un romanzo di Émile Zola. Miseria ottocentesca, feudalesimo postmoderno, mentre le anticamere delle clientele sono sempre più affollate.
Qualche giorno fa il PD, una nota compagnia teatrale nazionale, ha tenuto proprio in Calabria uno spettacolo indecente, raccapricciante e per certi versi divertente. Un'opera buffa a tratti grottesca, recitata molto bene da noti attori locali, navigati e di provata esperienza, con momenti melodrammatici e scene molto forti e dure, la cui visione è stata vivamente sconsgliata ai minori, agli stomaci deboli ed agli animi fin troppo gentili. Il titolo dello spettacolo era PRIMARIE CALABRESI e qualcuno, in una banale domenica d'ottobre, è andato a vederlo pagando due euro di biglietto. Mmhaa, chissà, forse, il protagonista principale, tale Oliverio presidente della provincia di Cosenza, e tutti gli altri saltimbanchi, complici e comparse come Adamo, Bossio, Principe, Callipo, ect...ect..., sapranno sicuramente qualcosa di davvero interessante sulla fine che fanno i fiumi di soldi pubblici che arrivano continuamente in Calabria....Mmhaa.....chissaà.....forse..

Nessun commento:
Posta un commento