mercoledì 18 febbraio 2015

l'isis è una questione seria

La stragrande maggioranza dei musulmani ripudia il fondamentalismo. Però bisogna essere consapevoli che all'interno di questa religione è in atto nei paesi arabi, e non solo, una lotta teologica fortissima. Lo jihadismo è un'ideologia politica prima ancora che una corrente radicale dell'islam. Una conseguente, perversa e mostruosa reazione al sionismo israeliano in palestina ed alle scellerate politiche imperialiste e guerrafondaie di Bush junior in Iraq ed in Afganistan. La cosa preoccupante è che per un ventenne arabo, povero, discriminato e marginalizzato nei quartieri degradati di Londra, Parigi, Milano o del Cairo, piuttosto che di Tunisi e Damasco; un giovane escluso e deluso da tutto che trova risposte solo nel corano; la propaganda sanguinaria ed aggressiva dell'isis, suscita inevitabilmente un grande fascino che tocca nel profondo, nei casi estremi riuscendo anche a convincerlo d'imbracciare il fucile per la guerra santa contro chi da sempre lo ha oppresso, condannato, bombardato e perseguitato. In tal senso l'ideologia jihadista diventa un nemico terribile per la lotta di classe, forse ancora peggiore del fascismo, del capitalismo e della stessa sua feroce versione neoliberista e finanziaria. Perchè appunto riguarda il trascendentale, l'aspetto spirituale e religioso che è centrale, per nulla sovrastrutturale, in questo nuovo totalitarismo. I seguaci del califfo possono apparire come gli unici veri idealisti rimasti al mondo, in grado di vendicare tutto il dolore che l'occidente blasfemo, miscredente ed infedele ha provocato agli islamici. Nella prospettiva di un nuovo regno che garantisce ordine, casa, lavoro e giovani vergini da sposare per tutti i bravi musulmani, secondo i dettami del profeta per intercessione del califfo...Sconvolge davvero il dato che in soli pochi anni il califfato islamico, cioè fanatico, dichiarato e barbaro imperialismo senza limiti, ha totalmente stravolto la geografia di quella cartina disegnata dalle potenze coloniali europee dopo la caduta dell'impero ottomano e poi perfezionata durante le due guerre mondiali del novecento. Per come le conoscevamo, l''Iraq non esiste più. la Siria nemmeno, mentre al loro posto è sorto il centro dell'IS grande quanto l'Italia con tribunali, scuole e negozi attivi e funzionanti. Gli stessi confini libici, tracciati proprio dagli italiani durante il colonialismo giolittiano che riuscì a riunire tripolitania e cirenaica nel famoso gigantesco "scatolone di sabbia" , però pieno di petrolio; ora di fatto sono saltati a causa delle guerre intestine fra tribù e dell'avvento delle milizie islamiste legate al califfo. Infatti l'ideologia jihadista dell'isis ha un progetto transnazionale, imperiale, che dall'asia estrema attraversa tutto il medio oriente, arriva al corno d'africa, la penisola arabica, nigeria, mali, somalia, magreb, fino al caucaso, prefiggendosi di raggiungere la Spagna passando dal Morocco, fino a prendere Roma....Fungendo così da formidabile calamita magnetica per tutto il fondamentalismo sparso nei continenti, in quanto molti gruppi continuano ad affiliarsi ed a dichiarare fedeltà al califfato. Ai tempi in cui Gheddafi lanciava i missili verso le coste italiane, ricattava e minacciava anche brandendo l'arma dell'utilizzo dei migranti. Una potenziale bomba umanitaria, l'emergenza di masse di disperati che inevitabilmente crea seri problemi nello stato italiano prima ancora che all'europa. Dalla caduta del terribile colonnello, per via di quella disastrosa campagna militare che l'allora premier francese Sarkozy decise unilateralmente di condurre costringendo tutti gli altri paesi europei ad allinearsi, gli sbarchi sono iniziati e proseguiti da una Libia ormai in preda al caos. Traffico di esseri umani organizzato da alcune fazioni legate alle milizie con l'obbiettivo di finanziarsi la guerra, ma soprattutto da comuni bande criminali, cattive e disumane quanto vogliamo, ma che, ci piaccia o meno, rappresentano per la moltitudine dei disperati di un enorme continente affamato e dilaniato, le uniche agenzie di viaggio presenti sul territorio, le uniche ancore alle quali aggrappare le proprie speranze di vita prima d'attraversare il mediterraneo rischiando di morire per poi passare un altro inferno da clandestini dentro la fortezza europea...A questo punto la domanda è: quanto sotto il fuoco incrociato di xenofobi, razzisti e fascisti capitanati dai vari Salvini, Meloni e giornalacci vari, che in maniera meschina speculano politicamente sulla paura e sul terrore delle persone; l'opinione pubblica potrà resistere prima di rifiutare completamente qualsiasi ipotesi umanitaria d'accoglienza per tutta questa povera gente pronta ad arrivare, in vista di un' emergenza umanitaria che si preannuncia imminente nel canale di sicilia??? Ovviamente, per quanto mi riguarda, spero fino all'ultimo che quest'ipotesi non si verifichi, ma in ogni caso lo jihadismo dell' l'isis sta, e forse già lo è diventato, un problema molto, molto, serio per tutti quanti, nessuno escluso....

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