La stragrande maggioranza dei musulmani ripudia il fondamentalismo.
Però bisogna essere consapevoli che all'interno di questa religione è
in atto nei paesi arabi, e non solo, una lotta teologica fortissima. Lo
jihadismo è un'ideologia politica prima ancora che una corrente radicale
dell'islam. Una conseguente, perversa e mostruosa reazione al sionismo
israeliano in palestina ed alle scellerate politiche imperialiste e
guerrafondaie di Bush junior in Iraq ed in Afganistan. La cosa
preoccupante è che per un ventenne arabo, povero, discriminato e
marginalizzato nei quartieri degradati di Londra, Parigi, Milano o del
Cairo, piuttosto che di Tunisi e Damasco; un giovane escluso e deluso
da tutto che trova risposte solo nel corano; la propaganda sanguinaria
ed aggressiva dell'isis, suscita inevitabilmente un grande fascino che
tocca nel profondo, nei casi estremi riuscendo anche a convincerlo
d'imbracciare il fucile per la guerra santa contro chi da sempre lo ha
oppresso, condannato, bombardato e perseguitato. In tal senso
l'ideologia jihadista diventa un nemico terribile per la lotta di
classe, forse ancora peggiore del fascismo, del capitalismo e della
stessa sua feroce versione neoliberista e finanziaria. Perchè appunto
riguarda il trascendentale, l'aspetto spirituale e religioso che è
centrale, per nulla sovrastrutturale, in questo nuovo totalitarismo. I
seguaci del califfo possono apparire come gli unici veri idealisti
rimasti al mondo, in grado di vendicare tutto il dolore che l'occidente
blasfemo, miscredente ed infedele ha provocato agli islamici. Nella
prospettiva di un nuovo regno che garantisce ordine, casa, lavoro e
giovani vergini da sposare per tutti i bravi musulmani, secondo i
dettami del profeta per intercessione del califfo...Sconvolge davvero il
dato che in soli pochi anni il califfato islamico, cioè fanatico,
dichiarato e barbaro imperialismo senza limiti, ha totalmente stravolto
la geografia di quella cartina disegnata dalle potenze coloniali europee
dopo la caduta dell'impero ottomano e poi perfezionata durante le due
guerre mondiali del novecento. Per come le conoscevamo, l''Iraq non
esiste più. la Siria nemmeno, mentre al loro posto è sorto il centro
dell'IS grande quanto l'Italia con tribunali, scuole e negozi attivi e
funzionanti. Gli stessi confini libici, tracciati proprio dagli italiani
durante il colonialismo giolittiano che riuscì a riunire tripolitania e
cirenaica nel famoso gigantesco "scatolone di sabbia" , però pieno di
petrolio; ora di fatto sono saltati a causa delle guerre intestine fra
tribù e dell'avvento delle milizie islamiste legate al califfo. Infatti
l'ideologia jihadista dell'isis ha un progetto transnazionale,
imperiale, che dall'asia estrema attraversa tutto il medio oriente,
arriva al corno d'africa, la penisola arabica, nigeria, mali, somalia,
magreb, fino al caucaso, prefiggendosi di raggiungere la Spagna passando
dal Morocco, fino a prendere Roma....Fungendo così da formidabile
calamita magnetica per tutto il fondamentalismo sparso nei continenti,
in quanto molti gruppi continuano ad affiliarsi ed a dichiarare fedeltà
al califfato. Ai tempi in cui Gheddafi lanciava i missili verso le
coste italiane, ricattava e minacciava anche brandendo l'arma
dell'utilizzo dei migranti. Una potenziale bomba umanitaria,
l'emergenza di masse di disperati che inevitabilmente crea seri
problemi nello stato italiano prima ancora che all'europa. Dalla caduta
del terribile colonnello, per via di quella disastrosa campagna militare
che l'allora premier francese Sarkozy decise unilateralmente di
condurre costringendo tutti gli altri paesi europei ad allinearsi, gli
sbarchi sono iniziati e proseguiti da una Libia ormai in preda al caos.
Traffico di esseri umani organizzato da alcune fazioni legate alle
milizie con l'obbiettivo di finanziarsi la guerra, ma soprattutto da
comuni bande criminali, cattive e disumane quanto vogliamo, ma che, ci
piaccia o meno, rappresentano per la moltitudine dei disperati di un
enorme continente affamato e dilaniato, le uniche agenzie di viaggio
presenti sul territorio, le uniche ancore alle quali aggrappare le
proprie speranze di vita prima d'attraversare il mediterraneo rischiando
di morire per poi passare un altro inferno da clandestini dentro la
fortezza europea...A questo punto la domanda è: quanto sotto il fuoco
incrociato di xenofobi, razzisti e fascisti capitanati dai vari
Salvini, Meloni e giornalacci vari, che in maniera meschina speculano
politicamente sulla paura e sul terrore delle persone; l'opinione
pubblica potrà resistere prima di rifiutare completamente qualsiasi
ipotesi umanitaria d'accoglienza per tutta questa povera gente pronta ad
arrivare, in vista di un' emergenza umanitaria che si preannuncia
imminente nel canale di sicilia??? Ovviamente, per quanto mi riguarda,
spero fino all'ultimo che quest'ipotesi non si verifichi, ma in ogni
caso lo jihadismo dell' l'isis sta, e forse già lo è diventato, un
problema molto, molto, serio per tutti quanti, nessuno escluso....

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