Cari concittadini sono il vostro consigliere regionale, non importa chì, tanto siete proprio voi a sostenere che siamo tutti uguali, no, ?! Quindi la mia identità non farebbe alcuna differenza. Io sono uno di loro e questo vi deve bastare ed avanzare.
Vi ho scritto solo per dire che capisco molto bene il vostro malcontento e la vostra triste rassegnazione. Anch'io se fossi stato al vostro posto proverei gli stessi sentimenti, ma per mia fortuna non lo sono e non lo sarò mai. E' vero , lo ammetto, di frequente siamo troppo spudorati, agiamo senza vergogna e ci dimentichiamo della nostra formale funzione. Ma questo accade soltanto perchè voi siete talmente tristi ed obbedienti che spesso e volentieri, quasi inconsapevolmente, ci dimentichiamo della vostra stessa esistenza. Fidatevi non è per cattiveria, potremmo ugualmente fare tutto quello che facciamo con un minimo di discrezione e di pudore in più, che di sicuro non guasterebbero. Ma voi avete più volte dato prova d'assoluta fedeltà quasi commovente, come cagnolini premurosi, come gli schiavi che alla fine si rassegnano ad amare il proprio padrone, da risultare il più delle volte addirittura imbarazzanti. Non sarebbe davvero concepibile la sola ipotesi di una qualsiasi reazione.. Vi è sempre andato bene tutto, anche le cose più tremende, al punto che consideriamo come già scontata ed acquisita la vostra totale obbedienza.
Certo, c'è qualcuno che strilla strepitando, riluttante alle proprie catene, ma sono così pochi, da non farci assolutamente la benché minima paura. Anzi, ci suscitano un sorriso compassionevole per la loro ridicola ostinazione.
Non mi biasimate, io sono quello che voi avete sempre sognato di diventare, ammettetelo non fate gli ipocriti. Funziona così da sempre, non fate finta di non saperlo. Sopravvivono i più forti e chi sta in cima alla catena alimentare non può farsi troppi scrupoli, mentre chi si trova in basso deve imparare a soccombere senza troppe resistenze. Non lo dico io, è legge di natura, i più forti comandano e sopravvivono, i più deboli periscono, punto. Sono un ignorante, un cafone, tamarro, bifolco, figlio di questa terra, che si può ritenere fortunato per la sola ragione d' essere nato ricco, cinico, cattivo, arrogante, arrivista e spietato. Tutte caratteristiche che personalmente valuto come eccellenti qualità, di sicuro non considerandole affatto dei difetti. I vostri figli intelligenti, colti, forti, laureati e capaci, emigrano in Germania, nel nord del paese, altrove, lontano, mentre quelli come me restano, prosperano e comandano. Questo è un dato di fatto. Non è ingiusto, semplicemente è così, bisogna farsene una ragione. Ad onor del vero bisogna precisare che noi non siamo poi tanto diversi da tutto il resto del mondo agiato. Dalle regioni del settentrione, agli stati uniti, dall'Europa a qualsiasi altro posto dell'occidente ricco ed opulento. Più o meno la logica del potere è simile.
Sono sicuro che voi, da sempre abituati a strisciare ai nostri piedi per qualsiasi motivo, al mio posto avreste fatto le stesse identiche scelte, è inutile prendersi in giro. Avreste leccato i culi ai potenti del luogo, vi sareste accreditati, avreste mentito, ingannato e ricattato per essere candidati con il partito, con la banda, con la loggia, che vi avrebbe garantito le maggiori possibilità d'essere eletti. Avreste pure chiesto disperatamente appoggi a chiunque ed ovviamente anche alla 'ndrangheta. E diciamocelo fuori dai denti una volta per tutte, tanto non scopriamo l'acqua calda; quelli più fortunati tra di noi sono proprio coloro i quali vengono scelti direttamente dalla cosca per rappresentare i propri interessi. Perchè in tal modo si è davvero in una botte di ferro, del tutto intoccabili, quasi invincibili. Certo bisogna sapersi comportare e sempre stare attenti, ma da una posizione del genere si può esercitare un tale potere da fare tremare chicchessia, e soprattutto ci si può garantire a vita poltrone e prebende. Comunque, non tutti hanno questa fortuna, per tanti come me senza la benedizione dei boss veri è tutto molto più difficile. Diventa necessario lottare con gli altri sciacalli per il denaro ed il potere, in uno scontro senza esclusione di colpi, voto su voto, comune per comune, casa per casa, combattendo con ogni mezzo, scegliendo con cura i propri padrini politici e la squadra di lavoro con cui affrontare i nemici. Insomma, in ogni caso, sempre di mafia si tratta puramente politica o 'ndranghetista che sia. La differenza di forma è minima, mentre la sostanza resta esattamente uguale.
Così, miei cari conterranei, oggi tocca buttarmi sul carro vincente che è ormai quello del partito unico della nazione, del PD renziano ad ogni latitudine della penisola. Da questo punto di vista mi permetto di farvi notare con un certo orgoglio, che la vostra tanto bistrattata classe politica regionale, di cui io mi onoro di fare parte, non è mai stata per nulla arretrata, piuttosto è sempre stata avanzatissima, anticipatrice, all'avanguardia e profondamente moderna. Ad esempio, noi siamo stati i primi precursori dell'inciucio, “dell'accurduni”, delle perenni larghe intese sistematicamente al governo. Proprio qui nella punta dello stivale sporco di sterco, è stata elaborata e sperimentata la forma oligarchica che sta di fatto sostituendo quella ridicola democrazia formale, fittizia e di facciata, fondata su una costituzione inutile ed anacronistica, buona esclusivamente per accontentare i tanti allocchi italioti. Di questo cari calabresi dovreste essere fieri, ostentando come vanti culturali le nostre abituali consuetudini di trasformismo, consociativismo, puntuale ladrocinio, attitudine alla genuflessione e propensione naturale all'inchino costante al cospetto dei più ricchi e potenti. Tutte cose ora divenute patrimonio nazionale, pratica diffusa della classe dirigente, cultura di massa del paese intero, sistema di riferimento del nuovo regime. Un po' feudalesimo postmoderno, un po' massonico, un po' mafioso ed un po' padronale, insomma un mix perfetto. Siamo stati noi il faro, il modello da seguire e riprodurre per tutti gli altri. Dovete esserne consapevoli e rallegrarvene.
Cari calabresi, è proprio il caso di finirla con questa storia del "si stava meglio quando si stava peggio". Non ha alcun senso. Tra di noi, tuttora, i fasti gloriosi della prima repubblica vengono ricordati con un filo di commozione, ai più anziani sfugge sempre una lacrima nel rievocarli. La grande balena bianca, lo spauracchio del comunismo, la mafia che non esisteva ed i socialisti sempre pronti a banchettare. Ignoranza e miseria ovunque, su cui edificare il potere ed il consenso. Che bei tempi. Ormai, però, impossibili da far ritornare. All'epoca si agiva sempre in difesa, per la presenza minacciosa di una certa tensione sociale che incuteva timore. Un problema che nel nostro piccolo abbiamo affrontato con potenti dosi di clientelismo e sperpero di denaro pubblico. Ora, invece, giochiamo costantemente all'attacco, rilanciamo in continuazione, in quanto non ci sono più bandiere ideologiche se non quella del padrone e della crisi. Da qualche anno dichiariamo e conduciamo persino una continua e violenta guerra sociale senza pietà nei confronti di tutti i poveri, e che sia chiaro: non facciamo prigionieri.
Vi prego, inoltre, di non fare il solito lamentoso vittimismo da meridionale sconfitto. Se gli ospedali sono sempre di meno e non funzionano, se le strade sono poche, se i trasporti sono quasi inesistenti, se non ci sono voli diretti per partire, se non ci sono treni, se ci sono tanti tumori e tantissimi disoccupati, se la regione da mesi e mesi non vi paga, se siete precari morti di fame, se siamo sempre in emergenza rifiuti, se la gente emigra, ect..ect.. è solo ed esclusivamente merito nostro e di nessun altro. Questo lo rivendichiamo con forza, in quanto rappresenta il frutto del nostro instancabile e costante lavoro quotidiano. Abbiamo rubato milioni, che dico, abbiamo fatto sparire miliardi per anni, mentre i nostri amici magistrati facevano finta di non vedere perseguitando poveracci, ladri di gallina, ribelli e qualche picciotto della 'ndrangheta abbandonato dai suoi stessi sodali. Noi ci siamo arricchiti in maniera feroce e famelica rapinando i fondi comunitari europei. Fin dove riuscivamo, è chiaro, quello che avanzava lo restituivamo sempre indietro, perché un minimo di correttezza e di decenza ci vuole pure in queste cose. Abbiamo congegnato e rodato un sistema di ricatti e favori, di corruzione e ritorsioni, di truffe, appalti, affari, tangenti e tranelli burocratici, talmente perfetto da risucchiare ogni cosa quasi sempre in maniera legale, senza lasciare traccie. Ma i veri responsabili di questo piccolo, grande capolavoro non siamo di certo stati soltanto noi. Nulla sarebbe stato possibile senza il vostro tacito consenso, senza la vostra cieca abnegazione. Con quell'ingenua complicità che ci avete sempre dimostrato avete reso quasi perfetto un meccanismo così complesso e diabolico da realizzare di fatto un meraviglioso incubo. Di questo vi ringrazio sinceramente con tutto il cuore, a nome dell'intera categoria.
E se per un intervento o un esame volete ancora saltare le liste d'attesa degli ospedali pubblici, in cui noi nominiamo tutti dal primario al portantino, dovete ritornare sempre a strisciare ai nostri piedi. Se volete fare laureare vostro figlio velocemente nelle università della regione dovete sempre implorare noi massoni , politici, potenti amici degli amici. Se volete cementificare e speculare senza freni, se volete fare quel piccolo abuso edilizio o quell'innocente tanto desiderata frode, se volete avere quel trasferimento per voi o vostra moglie, se volete sbloccare quella pratica o la tanto agognata promozione, e se vi ricordate ancora di quella cartella di equitalia sempre pronta per essere spedita, allora dovete pregare sempre noi. Se volete quel finanziamento, quella tanto sospirata pensione d'invalidità, quella casa popolare o quel mitico “postu e lavuru”, è di nuovo a noi che dovete supplicare. Per ogni cosa siete costretti a bussare alla nostra porta. E noi saremo sempre ben lieti e disponibili ad accogliere tutte le vostre suppliche. Quindi non rompete le palle e subite in silenzio.
Ma cari cittadini, io vi scrivo esclusivamente per un motivo. Sono felice di comunicarvi il mio rinnovato impegno per le prossime elezioni regionali, promettendovi che farò di tutto per saltare sul carro del vincitore , presumibilmente quello di Oliverio e della sua banda di vecchie glorie sinistre della delinquenza politica calabra...Ed anche se non dovessi riuscirci vi garantisco che il modo per farmi rieleggere e non mollare la mia amata poltrona lo troverò, costi quel costi, potete starne certi. Proprio per questo ci tengo a chiarire che non ho alcun motivo di risentimento nei confronti dei miei amici presenti nell'altro campo dei forzisti e dei “scopellitidi” con Wanda Ferro candidata alla presidenza. E tanto meno con gli inossidabili compagni di merenda dell'udc, del nuovo centro destra, a cui tanti stupendi ricordi mi legano. Per carità nessun problema con loro, in questa situazione è sempre meglio mantenere tutte le porte e le finestre spalancate, ma anche se ci fosse stata qualche incomprensione a voi non deve minimamente riguardare, perché sono solo cazzi nostri. Vi basta sapere che si tratta semplicemente della lotta per la sopravvivenza politica, per continuare felicemente a rubare sulle vostre robuste spalle da servi, sfruttandovi ed impovendovi.
Consapevole che ogni retorica sulla democrazia sia del tutto fuori luogo, visto e considerato come questa in realtà sia da sempre stata soltanto una squallida menzogna nel porco paese italico ed in particolare quaggiù da noi, vi invito a votare in massa il prossimo 23 di novembre. Tanto sono sicuro che sarete in tantissimi, e comunque vi verremo a prendere direttamente a casa, ricattandovi e deportandovi di forza ai seggi...
Distinti ed affettuosi saluti a tutti i cittadini calabresi, miei prossimi elettori... piccole ed insignificanti merde ….
Il vostro consigliere regionale...

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